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Il "diversamente abile" è una risorsa per l'umanità? Sì, secondo don Oreste Benzi e gli aderenti della sua associazione, la Comunità Papa Giovanni XXIII.
Il famoso sacerdote dalla "tonaca lisa" questa volta ha organizzato, a Bellaria, presso il Centro Congressi Europeo, nei giorni dal 18 al 20 settembre, il convegno internazionale: "La persona disabile: una risorsa per l'umanità", un convegno nel quale i disabili provenienti da tutti i continenti sono stati i protagonisti riportando le loro esperienze di vita.
Nella giornata di sabato è stato invitato Romano Prodi, Presidente della Commissione Europea affinché potesse raccontare se il disabile è una risorsa nella politica dell'Unione Europea.
"Ogni azione politica è guidata dal danaro, senza questo non si può far nulla - ha esordito Romano Prodi -.
Con la politica del taglio dei fondi alla fine non rimane mai nulla da investire nei progetti di integrazione dei disabili.
Le politiche sociali dovrebbero tenere in considerazione i disabili quando suddividono i fondi, non quando si stanno esaurendo.
Per questo oggi mi suona strano parlarvi di disabile come risorsa dell'umanità.
In politica non sappiamo neppure cosa sia una risorsa, perché dobbiamo ancora raggiungere il rispetto dei diritti di queste persone.
Attualmente ci stanno a cuore l'istruzione, il lavoro e la protezione della dignità dei disabili.
Per quanto riguarda l'istruzione l'Italia
- ha proseguito Romano Prodi - si sta muovendo bene in questa direzione, stanziando ogni anno fondi per la formazione professionale di disabili.
Nelle Politiche del Lavoro, invece,  è sempre più arretrata
.
Abbiamo la legge 68/99, "Norme per il diritto al lavoro dei disabili", ma manca l'azione positiva di farla rispettare.
Ogni anno vengono stanziati dal Fondo Sociale Europeo diversi finanziamenti in favore dell'inserimento lavorativo di disabili, ma non servono a nulla se non cambia la mentalità dell'impresa italiana.
Gli imprenditori italiani fanno atti di carità ma non hanno responsabilità sociale, quindi non sanno integrare realmente un disabile in azienda.
La politica dovrebbe far applicare la legge 68/99 e creare le condizioni per la collaborazione mirata ad un inserimento lavorativo abbattendo le barriere, effettuando un accesso facilitato alle tecnologie per esempio.
In ultimo, essendo migliorata la condizione della vita, anche i disabili vivono più a lungo e quindi occorre pensare al loro futuro, a dove collocarli dopo la morte dei loro genitori. Dobbiamo creare strutture per dare un futuro a queste persone, a tutte, però, non solo a quelle benestanti economicamente.
In questa direzione si stanno muovendo i privati, le cooperative, le associazioni.
La Papa Giovanni XXIII, per esempio,
- ha concluso il suo intervento il Presidente della Commissione Europea - attraverso le sue battaglie cuce la società strappata, ricordando alla politica italiana le piaghe che essa vuole dimenticare".