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Il mondo della casa e dell'arredamento si mobilita per sostenere le comunità alloggio per persone affette dalla sindrome di Down. Moa ­Casa, la mostra dell'arredo e del design, in programma a Roma fino al 5 novembre, diventa l'occasione per fare solidarietà.

Tra i padiglioni dell¹esposizione c'è anche uno spazio espositivo per effettuare delle donazioni in favore della Fondazione Italiana verso il futuro.
Una realtà che da anni si impegna a favore delle persone affette da sindrome di Down e che ora sta lavorando al progetto di una casa alloggio in grado di accogliere cinque o sei persone affette da sindrome di down.

Alla Fondazione andrà una parte del biglietto di ingresso alla Fiera. Molte le personalità del mondo dello sport e dello spettacolo che hanno aderito all'iniziativa, due nomi per tutti : Vincenzo Montella e Giuliana De Sio. La Fondazione Italiana Verso il Futuro è una organizzazione senza fini di lucro, attiva dal 1997, con lo scopo di realizzare strutture residenziali per persone adulte con sindrome di Down o con altri tipi di disabilità.

La Sindrome di Down è una condizione genetica caratterizzata dalla presenza di un cromosoma in più nelle cellule e da un variabile grado di ritardo nello sviluppo mentale, fisico e motorio. Nel nostro Paese, attualmente, un bambino su 800 nasce con questa sindrome; negli ultimi anni
l'aspettativa di vita è aumentata, fino ad arrivare ad una media di 55-60 anni. Secondo stime recenti oggi in Italia vivono circa 49.000 persone con Sindrome di Down, di cui 30.000 sono adulti. Per loro, le risorse residenziali sono ancora poche: le comunità alloggio sono ancora insufficienti e sono concentrate prevalentemente nell'Italia settentrionale.

Fino ad oggi la Fondazione Italiana verso il futuro ha avviato due comunità alloggio: Casa Primula, comunità permanente, e Casa Girasoli dove alcuni adulti con sindrome di Down sperimentano un percorso graduale di crescita verso l'autonomia.

"Le comunità alloggio di piccole dimensioni (5 - 6 utenti) - dice Vincenzo Razzano, presidente della Fondazione - rappresentano la risposta più adeguata per garantire una vita adulta, dignitosa e serena, alle persone con sindrome di Down, nel momento in cui si presenta la necessità o il desiderio di vivere al di fuori del nucleo familiare di origine. Oggi la loro vita media è di circa 60 anni e la richiesta di queste strutture residenziali è destinata ad aumentare sempre di più".

La Fondazione ha dato nel dicembre 1999 una risposta concreta all'esigenza di ragazzi con Sindrome di Down di età giovane - adulta di vivere, come altri coetanei, al di fuori del nucleo familiare di origine, realizzando il primo progetto di "Avviamento di una casa famiglia attraverso
settimane di convivenza nell'arco di due anni";, più conosciuto e ormai affettuosamente identificato come "Casa Settimane Girasoli". Nove persone con Sindrome di Down di età compresa tra i 20 e i 34 anni, divise in due gruppi (uno di cinque ed uno di quattro) hanno avuto la possibilità di
coabitare e condividere la quotidianità una settimana al mese, privilegiando lo sviluppo dell'autonomia sia interna sia esterna, la gestione della casa, la socialità, per avviare in tal modo un passaggio graduale tra la vita in famiglia e la vita indipendente. Questa esperienza. si concluderà a dicembre 2001.

"Casa Girasoli" si trasformerà da casa settimane a comunità permanente per 5 dei 9 ragazzi che hanno preso parte all'esperienza. I 5 ragazzi sono stati individuati tra quelli che hanno mostrato
maggiore maturità e consapevolezza di ciò che significa vivere permanentemente al di fuori della famiglia di origine in una comunità insieme ad un gruppo di amici, che hanno espresso la volontà di farlo e i cui familiari condividono pienamente tale scelta.
Da gennaio 2002 i 5 ragazzi inizieranno a vivere periodi progressivamente sempre più lunghi a Casa Girasoli e sempre più brevi in famiglia, fino alla convivenza permanente nella comunità, che si prevede possa iniziare a settembre.

Dopo l'estate del 2002 è previsto l'avvio di un secondo Progetto biennale di convivenze settimanali, con le stesse modalità del primo progetto Girasoli, per altri due gruppi di ragazzi con Sindrome di Down. Numerose infatti sono state le richieste giunte alla Fondazione da parte delle
famiglie per iniziare dei percorsi graduali di autonomia dei figli verso una vita indipendente. Tra tutti i richiedenti sarà fatta una selezione che porterà alla formazione di due gruppi di 5 persone ciascuno, che inizieranno l'esperienza delle settimane di convivenza in un appartamento situato a
Balduina, messo a disposizione da una famiglia..

Casa Primula è una casa famiglia permanente dove vivono Antonella, Francesca e Stefanella, tre donne adulte con Sindrome di Down, insieme ad alcuni operatori. Casa Girasoli è una comunità dove vivono per una settimana al mese due gruppi di ragazzi con sindrome di Down di età tra i 20 e i 30 anni. Il progetto ha lo scopo di "accompagnare" i giovani e le loro famiglie
in un percorso graduale di distacco, di crescita personale e di autonomia. Un periodo propedeutico di prova, della durata di circa due anni, prima di vivere in una casa famiglia permanente.

Oltre alle due comunità la Fondazione ha sostenuto gruppi di auto-aiuto per i fratelli e le sorelle delle persone down ed ha promosso varie iniziative di solidarietà finalizzate alla raccolta fondi per la
realizzazione delle case famiglia.

INFO

www.casaloro.it
info@casaloro.it


Antonella Prigioni - antonella@disabiliforum.com