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Quella che troverete di seguito è l’ennesima confidenza che riceviamo in forma di lettera da una nostra lettrice, e proprio perché esprime sentimenti veri ci è sembrato bello pubblicarla, così che possa essere di conforto a chi si trova a vivere le stesse esperienze.

Sono la mamma di Jordan, un ragazzo di 14 anni affetto da postumi di paralisi infantile (a seguito di gravi errori medici alla nascita).
Mi fa piacere sapere che (c’è tanta gente che si occupa)ci sono tante persone che si occupano delle persone speciali e anche io spero di poter dare il mio piccolo contributo (sono mamma ed insegnante di musica con molta esperienza) nella lotta quotidiana per combattere l'ignoranza, la superficialità e l'indifferenza di tutte quelle persone che ci girano intorno.
Vi invio una lettera che ho scritto al mio cucciolo.


Caro bimbo mio,
stai giocando nella tua cameretta, chiuso nel tuo mondo, spesso per noi impenetrabile, e  sentendo le tue risate di gioia ho pensato di scriverti, anche se forse non riuscirai mai a leggere le mie parole.
Spesso mi è difficile farti capire il bene che provo per te...
Già... Pensa che ti amavo così tanto ancora prima che nascessi, tanto da sfidare quella sorte terribile che ti voleva morto appena nato, senza averti potuto nemmeno stringere, accarezzare, coprirti di baci...
Sei stato grande... hai lottato per vivere in tutti i modi perché... non era giusto e forse il nostro dono di amore estremo di donare il tuo cuore per salvare un altro bambino è arrivato fin lassù... ed eccoti qua.
Non ti posso dire che questi tredici anni insieme sono stati una passeggiata, sarei una presuntuosa, ma anche nei momenti più bui (quando con il tuo papà ti vedevamo soffrire in quella camera d’ospedale) siamo riusciti a sopravvivere alla disperazione e allo sconforto e questo ci ha resi più forti nella sofferenza.
Mi stai sorridendo... mi sembri felice... certo non puoi correre come gli altri, non riesci a gridare la tua gioia e i tuoi dolori... ma chissà se la vita vera è quella che deve rispondere ai canoni della normalità o se forse tu sei più sereno di tanti bambini apparentemente più fortunati.
Vorrei poterti dare un mondo dove non esistono barriere, ma non posso... però con il mio amore e di quelli che ti stanno intorno credo scaleremo montagne e attraverseremo oceani immensi... magari cantando quelle “canzoni di nonno” che tanto ti piacciono e fanno sorridere.

Ciao cucciolo mio

La tua mamma


Queste sono alcune delle lettere di genitori o di figli di genitori disabili che ci hanno scritto chiedendo di pubblicarle.
Consulta la sezione Lettere alla Redazione:


[Vera Zappalà]