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I più contenti di tutti sono i genitori. Era dal 1984 che sognavano una struttura del genere, e finalmente l'hanno ottenuta, sostenuti negli ultimi anni da politici e amministratori locali. Parliamo del "Centro Diurno per disabili psichici adulti", che è stato inaugurato a Padova (i lavori erano iniziati nel '98), nella sede dell'Ospedale dei Colli, dal direttore generale dell'USL 16 Adriano Cestrone e dall'assessore regionale del Veneto alle politiche sociali Antonio De Poli e da quello di Padova Marco Marin.

Una struttura moderna, all'avanguardia per le soluzioni infrastrutturali, ma anche in "controtendenza", come l'ha definita il responsabile medico Paolo Paolucci, e per questo unica nel Nordest e, probabilmente, nel Nord Italia. Nel Centro (una palazzina immersa nel verde), che occupa 615 metri quadri, e che in futuro ne avrà a disposizione altri 700, sono ospitate persone dai 28 ai 40 anni che per motivi di età o per la gravità della malattia non possono più rimanere nei centri di accoglienza CEOD. Alcuni rimangono nel Centro 24 ore su 24, la maggioranza invece vi rimane dalle nove alle 16, per poi tornare in famiglia.

Disabili-com: interno di una delle stanze del Centro

"Creando gli ambienti giusti", ha spiegato il dottor Paolucci, "si può anche pensare alla riabilitazione, e ridare dignità ai pazienti e alle loro famiglie. E' uno spazio aperto, non c'è nulla che richiami un manicomio, questa non è una sistemazione definitiva, perché noi puntiamo sempre al reinserimento nella società. Per questo siamo in controtendenza". Nella struttura sono attivi così laboratori occupazionali, si svolgono attività motorie e propedeutiche, di alfabetizzazione e di uso del personal computer, di espressione musicale e di espressione corporea, in collaborazione con le associazioni di volontariato. Per tutto questo, è stata creata un'équipe tecnico-scientifica unica nel suo genere. Al Centro lavorano infatti, oltre le figure tradizionali, fisiatri, foniatri, neurologi e neurofisiologi. E così, a fianco al direttore del dipartimento di neuropsichiatria infantile, Antonio Condini, e al coordinatore Paolo Paolucci, troviamo 13 infermieri e operatori impiegati a tempi pieno, e ancora uno psichiatra e un medico di base inseriti in modo stabile nella struttura. Nella palazzina trovano spazio una zona per i colloqui con i familiari, una zona notte, con sette stanze molto grandi, nelle quali trovano spazio gli effetti personali degli ospiti, dai quadri ai pupazzi di peluche, dai propri giochi al proprio armadio. E ancora un salone ludico, un ambulatorio, la cucina, il soggiorno. A regime completo nel Centro troveranno posto 20 ospiti, seguiti con grande professionalità.

"Facciamo una vita molto dura", ha spiegato la portavoce dei genitori, Lilia Manganaro, madre di due gemelli ospiti del Centro, "ma ora qualcosa cambierà. Sappiamo di avere l'appoggio delle istituzioni, e noi stessi, venendo qui, abbiamo la possibilità di imparare molto dal personale sanitario, tutto a vantaggio dei nostri figli: quando la  sera tornano a casa stanchi ma felici noi capiamo ancor meglio il valore di questa struttura e dell'affetto che ci lega a loro".