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La Comunita' di Sant'Egidio si mobilita in difesa della vita di Johnny Paul Penry, un uomo di 42 anni con un grave deficit mentale, che vive in Texas e che dal tribunale di questo stato e' stato condannato a morte. La storia e' assurda: l'incriminazione nasce da una confessione che Johnny ha "firmato" dopo 11 ore di interrogatorio; ma il testo che ha sottoscritto era stato preparato da un poliziotto perche' lui, all'epoca, non era in grado ne' di leggere ne' di scrivere.

Ogni condanna a morte e' ingiusta, ma qui c'e' l'aggravante dell'incapacita' di difendersi di Johnny: per aderire potete andare nel sito della Comunita' di Sant'Egidio

La storia di Johnny Paul

Johnny Paul Penry e' un uomo di 42 anni, con un quoziente d'intelligenza stimato tra i 53 ed i 60 punti, pari a quello di un bambino di sei anni. L'handicap di Johnny, dovuto ad un danno cerebrale avuto alla nascita, e' stato aggravato dalle condizioni particolarmente difficili in cui e' cresciuto. Nel 1979, a 22 anni, fu accusato di stupro e omicidio. Dopo 11 ore ininterrotte d'interrogatorio, Johnny Paul Penry firmo' la sua confessione, che un poliziotto aveva scritto per lui e che lui non era in grado di leggere (poiche' Johnny ha imparato a fare la sua firma soltanto nel braccio della morte). Nel 1981 fu condannato a morte e mandato nel braccio della morte di Huntsville in Texas. Nel corso di questi
anni Johnny ha ottenuto alcuni rinvii temporanei dell'esecuzione da parte della Corte Suprema, la quale sollevo' delle eccezioni d'incostituzionalità riguardo all'interpretazione dell'VIII emendamento della Costituzione Americana, che non consente di giustiziare i ritardati mentali. La Corte si limito' a
raccomandare al Tribunale del Texas di tener conto, durante il processo, delle condizioni mentali dell'uomo. Di questa raccomandazione nessuno tenne conto. Johnny subi' un nuovo processo, nel corso del quale fu confermata la condanna a morte.
Penry si trova nel braccio della morte da piu' di 20 anni. Egli implora che sia commutata la pena capitale in ergastolo per stare li' dove si e' adattato a vivere.