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Il progetto “ALI Senza Barriere” verra’ presentato il 7 aprile alle 15.30 nella sala del Patronato di Valdobbiadene TV . Un appuntamento organizzato in colaborazione con l’Assessorato ai Servizi Sociali e Lavori Pubblici del Comune di Valdobbiadene, e i

Comuni di Cornuda, Crocetta, Pederobba, Segusino, Vidor , e l’Azienda ULSS n° 8

Moderano Maria Pia Simonetto ed Endimione Nuovo.Dopo la presentazione del sito www.ali-valdobbiadene.it, verranno illustrati i progetti del “Centro Educativo Riabilitativo Diurno” e della “Casa Alloggio” relatori Luciana Fuss ed Eddi Bortolin

Interverranno:

Direttore Generale ULSS 8 dott. Gino Redigolo,

Direttore dei Servizi Sociali ULSS 8 dott. Livio Frattin,

Presidente Conferenza dei Sindaci ULSS 8 prof. Guido Campagnolo,

Consigliere della Regione Veneto Sig. Pier Giorgio Cortellazzo


La storia di ‘ALI’

L’associazione A.L.I. si e’ costituita a Valdobbiadene nel 1983 per iniziativa del volontariato locale, con lo scopo di favorire l’inserimento dei disabili adulti nel mondo del lavoro e nella vita sociale.

Lo spirito che ha animato fin dall’inizio i volontari e che da’ fondamento alla linea educativa seguita tuttora dagli operatori che prestano servizio nel Centro educativo-occupazionale diurno gestito dall’ALI, e’ quello di considerare nella persona disabile le capacita’ effettive e potenziali anziche’ il suo svantaggio rispetto alla normalita’, di non accontentarsi dei risultati ottenuti, ma di tendere a mete sempre piu’ alte, di trattare ciascuno con rispetto ed amicizia facendo capire che la presenza di ruoli distinti non costituisce segno di maggiore o minore valore.

Nello stesso modo si ricerca dalle famiglie una partecipazione attiva e non si incoraggia la richiesta di servizi che talvolta rischiano di diventare motivo di impoverimento delle risorse familiari.

La nostra piena convinzione e’ che si puo’ ottenere il recupero delle potenzialita’ di ciascuno per quanto minime esse siano. Il Centro educativo-occupazionale diurno gestito dall’ALI accoglie attualmente diciotto disabili adulti con problemi di handicap psicofisico provenienti da un territorio molto vasto che spazia dall’ULSS 8 di Asolo Montebelluna all’ULSS 7 di Conegliano. Nel corso di diciassette anni di attivita’ sono state inserite 40 persone disabili, dodici delle quali sono state avviate a delle esperienze di tirocinio in ditte: sette sono state assunte.

L’acquisizione delle capacita’ lavorative è uno degli obiettivi principali, in particolare per i soggetti che sono ritenuti idonei ad un futuro inserimento in azienda. Attraverso le attivita’ che vengono svolte nel Centro e che variano da lavori di assemblaggio, forniti da ditte locali, al confezionamento di articoli di bigiotteria e da regalo, le persone disabili sviluppano le loro capacità ed imparano ad essere autonome.

Operatori qualificati, guidano i ragazzi nell’esecuzione dei vari lavori per assicurare il massimo livello di qualita’ e garantire il rispetto dei tempi nelle consegne. Accanto alle attivita’ lavorative effettuate in conto terzi che spaziano in diversi settori, da quello meccanico a quello dell’occhiale, il laboratorio propone attivita’ a carattere artigianale quali la creazione di articoli di bigiotteria: collane, bracciali ed orecchini in materiali preziosi e semipreziosi, anche su ordinazione, ed esegue riparazioni.

La creativita’ e la manualita’ fine vengono sviluppate attraverso queste ed altre lavorazioni che richiedono particolare abilita’, come ad esempio il confezionamento di cuscini, quadri, borsette e portaocchiali con l’applicazione di perline e di paillettes su disegni ricamati e dipinti a mano. Il nostro Centro propone inoltre attivita’ ricreative e riabilitative adatte a persone il cui handicap non consente l’inserimento nel mondo del lavoro.


L’ Origine del progetto

L’idea di ampliare il servizio, gia’ reso da diversi anni alla comunita’ dall’Associazione ALI attraverso la gestione di un CEOD (Centro Educativo Occupazionale Diurno), e’ nata dalla necessita’ di dare risposta alle numerose richieste di inserimento di persone con un elevato grado di difficolta’ relazionale ed un’operativita’ limitata da disturbi di vario tipo. Tali richieste sono state presentate dalle famiglie, direttamente al Centro o tramite l’Unita’ di Valutazione dell’ULSS 8.

Parallelamente, e’ maturata l’esigenza di offrire a coloro che sono rimasti privi di un sostegno familiare e non sono in grado di gestirsi autonomamente in modo completo, una soluzione alternativa all’istituzionalizzazione.

Da questa duplice necessita’ ha avuto origine il progetto, che prevede la realizzazione di un Centro Educativo Riabilitativo Diurno (d’ora in poi denominato CERD), attraverso la ristrutturazione del Primo Piano dello stabile comunale ex-INAM e la costruzione di un nuovo edificio parzialmente adibito a struttura residenziale, Comunità Alloggio per disabili parzialmente autosufficienti, ed in parte concepito come estensione del CERD.


Le Finalità del CERD

Il Centro Educativo Riabilitativo Diurno e’ strutturato in modo da rispondere alle particolari esigenze assistenziali e riabilitative dell’utenza. L’obiettivo prioritario e’ quello di offrire un ambiente che favorisca il benessere individuale e la realizzazione di attivita’ organizzate per piccoli gruppi, nei quali il rapporto numerico operatori-utenti sarà conforme a quanto stabilito dalle normative regionali. Le attivita’ proposte saranno finalizzate al recupero delle capacita’ residue ed al loro mantenimento attraverso l’utilizzo di attrezzature e di materiali adeguati; saranno previste attivita’ di: stimolazione plurisensoriale, psicomotricita’, fisioterapia, cura ed igiene personali.


Le Finalità della Comunità Alloggio

La struttura residenziale, connessa con i due Centri Diurni (CEOD e CERD) sia dal punto di vista funzionale che logistico, accogliera’ un massimo di sette ospiti, mentre un posto sara’ riservato ad eventuali situazioni di emergenza. Lo scopo e’ quello di offrire alle persone che saranno ospitate un ambiente il piu’ possibile familiare, che favorisca la relazione e contemporaneamente garantisca la presenza di spazi personali.

La tipologia dell’utenza dovrà essere sufficientemente omogenea per consentire una vita comunitaria serena e centrata sulla valorizzazione delle capacita’ individuali.

I destinatari saranno percio’ persone disabili con capacita’ di autonomia parziali, rimaste prive di un sostegno familiare o che per scelta personale hanno deciso di vivere al di fuori del contesto familiare di origine.