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Nella pratica quotidiana i logopedisti spesso raccolgono e condividono le difficoltà comunicative di bambini e adulti che si rivolgono al Servizio di Riabilitazione dell'ASL 22 di Acqui Terme, in provincia di Alessandria. Per alcuni di loro può diventare problematico il semplice utilizzo di un giocattolo così come chiamare da una stanza all'altra per essere aiutati. Per ovviare a queste difficoltà bisognerebbe ricorrere ad ausili specialistici costosi o più spesso dovervi rinunciare e non raggiungere una buona autonomia.

Da queste considerazioni è nato un interessante progetto presentato nella sede del Centro di formazione professionale Enaip di via Principato di Seborga, alla presenza del primario Giancarlo Rovere e della fisioterapista Armanda Grassano, realizzato da 3 studenti del corso di operatore elettrico e il Servizio di recupero e riabilitazione funzionale dell'Asl 22, diretto da Giancarlo Rovere. Protagonisti: Matteo, 16 anni, Gjorgi, 17 e Matteo di 15.

"Molte volte, nel nostro lavoro, ci troviamo ad affrontare una serie problematiche legate alla perdita totale o parziale della capacità di comunicare non solo attraverso la parola ma anche con il gesto e la scrittura - spiega Rovere -. E' un disturbo acquisito del linguaggio, ma anche a livello motorio, conseguente a un danno cerebrale dovuto a cause diverse come ictus, trauma cranico, processi infettivi, esiti di interventi neurochirurgici o anche malattie degenerative del sistema nervoso centrale. L'afasia può colpire persone di ogni età riducendo a volte in maniera drammatica le possibilità di relazione della persona e condizionandone pesantemente la vita quotidiana, con gravi rischi di emarginazione sociale. E' facile immaginare come per una persona afasica sia difficile anche chiedere aiuto, ma a volte per un bambino colpito da questa malattia diventa un problema anche utilizzare un giocattolo".

"Abbiamo parlato di questi problemi al Direttore dell'Enaip Domenico Parodi e ai docenti del corso per Operatori Elettrici - raccontano le logopediste Maria Emilia De Leon e Chiara Caviggiola - e da parte loro c'è stata un'immediata adesione ed una pronta collaborazione. Hanno proposto a 3 alunni iscritti al 2° anno di "mettersi in gioco", per trovare delle soluzioni alternative. I tre ragazzi hanno provato a modificare alcuni giochi, trovando il modo di farli funzionare attraverso l'utilizzo di semplici adattamenti. Il tutto con materiali di recupero ed altro facilmente reperibile ad un costo assolutamente irrisorio".

"Si tratta di alcune modifiche elettriche apportate ai giocattoli che permettono ai bambini di poterli usare più facilmente e in modo intuitivo - spiegano gli insegnanti, Tomaso Zunino e Roberto Botto. Le prime realizzazione riguardano una mini lavatrice giocattolo, attualmente utilizzata da una bambina, mentre nel laboratorio dell'Enaip si è modificato un frullatore".

Questa sperimentazione, documentata tra l'altro da un cd-rom, rappresenterebbe solo l'inizio di una collaborazione più definita e continuativa. Infatti dal prossimo anno scolastico questo lavoro, ha spiegato il Direttore di Enaip Domenico Parodi, potrebbe entrare a far parte del curriculum formativo dei ragazzi ed i professori hanno dato la disponibilità per collaborare all'apertura di uno "sportello" dell'ASL 22, cui sarà possibile rivolgersi per una consulenza o aiuto.

PER INFO:

A questo link il portale dell'Enaip piemontese
Vedi anche quest'altra iniziativa dell'Enaip Piemonte di cui ci siamo occupati:
SI CHIAMA "GHIANDA" MA NON E' UN FRUTTO

Il sito del Comune di Acqui Terme

L'indirizzo on line dell'Asl 22

Per informazioni sull'afasia vi consigliamo il sito dell'Associazione Italiana Afasici


[Marco Vivan]