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Il disturbo psichico fa paura.
E' un pregiudizio diffuso: il malato psichico è etichettato come incomprensibile, inaffidabile, pericoloso, strano.
E incurabile. Se uno è "matto", lo sarà per sempre. Qualcosa di cui vergognarsi.
Che sorpresa scoprire, avvicinandosi al mondo del disagio mentale, che le persone che soffrono di disturbi psichici sono per lo più affette da un qualcosa di comprensibile, non strano, non pericoloso, reversibile, e guaribile.
Per affermarlo domenica 3 giugno "scende in piazza" la Terza giornata della salute mentale, in scena a Padova dalle 10.00 alle 14.00 nella centrale piazza delle erbe.
Animeranno la giornata, intitolata DiversaMente, il Dipartimento di salute mentale dell'Ulss 16 di Padova, e tante delle 6mila persone curate dal dipartimento.
Saranno presenti le cooperative che aiutano queste persone a reinserirsi in società, in particolare tramite il lavoro, e le associazioni dei familiari.
Se si conta anche il sostegno di Regione Veneto, Provincia, e Comune di Padova, e il finanziamento della fondazione Cariparo, si capisce quanto sia importante il lavoro di rete per garantire a chi è colpito da disturbi psichici di poter essere curato, guarito, e reinserito nella propria comunità di appartenenza.

"Dobbiamo combattere i pregiudizi diffusissimi che ancora ghettizzano queste persone" - ha detto Claudio Sinigaglia, vicesindaco di Padova, in fase di presentazione dell'iniziativa.
Il direttore generale dell'Ulss 16, Fortunato Rao, ha raccontato in questo senso un episodio illuminante: "Abbiamo sempre grandi difficoltà nell'ubicare comunità di cura nei comuni, perchè nascono comitati di cittadini che non vogliono avere vicino alle loro case questi malati. E' capitato da poco in un comune alle porte di Padova. Quando la comunità è nata, i vicini di casa si sono resi conto che i disagi che temevano non si manifestavano assolutamente. Così i comitati contrari si sono trasformati in sostenitori della comunità, offrendo aiuto e solidarietà".
"La nostra priorità - ha proseguito Rao - è fornire una presa in carico complessiva dell'individuo, che preveda farmaci ma anche servizi, in modo che lo sbocco possa essere il reinserimento in famiglia e nella società. Per fare questo c'è bisogno di una rete coesa di attori sociali".

Significativa la spiegazione della "paura del matto" che dà il professor Antonio Condini, direttore dei Servizi sociali dell'Ulss 16: "crediamo che queste persone siano altro da noi, che ci sia un salto mentale tra i nostri processi di pensiero e i loro. Ma non è così!"

In conclusione della presentazione è intervenuto Giancarlo Cuccato, direttore del secondo servizio psichiatrico del Dipartimento: "In occasione della giornata verrà distribuita una nuova guida che raccoglie tutti i servizi offerti sul territorio legati al disagio psichico".

INFO:

Il sito del Dipartimento di salute mentale dell'Ulss 16 di Padova

Il sito dell'Azienda ospedaliera di Padova

Sulla salute mentale vedi anche i seguenti articoli:
'CHECK AND GO': UN PIT STOP PER UN'OCCUPAZIONE PIU' AZZECCATA

LA NAZIONALE ITALIANA VELISTI VIRA VERSO LA VELATERAPIA

RIMINI E RICCIONE PER UNA SETTIMANA CAPITALI DELLA SALUTE MENTALE


[Alberto Friso]