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Esperti rispondono

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Ho chiesto per mia madre disabile in carrozzina, e con me residente, la possibilità di accedere con la macchina al piano sotterraneo dove sono presenti i box di altri condomini (io non sono proprietaria di box), il cui corsello e corridoio sono recintati e protetti da due cancelli elettrici, solo per la mobilità di mia madre cioè solo per le volte in cui è necessitata ad uscire di casa. In un primo momento mi è stata accordata e mi avevano dato le chiavi dei cancelli elettrici, ora, sulla richiesta di un condomino, mi viene rifiutata. L'uscita ordinaria dal portone essendo sotto il pavimento stradale, prevede l'accesso al parcheggio comune solo tramite scalini in pietra. Esistono delle norme che mi possano permettere l'accesso al corridoio dei box. Inoltre il medesimo corridoio e i box si trovano al piano sotterraneo che è lo stesso del corridoio delle cantine di cui sono proprietaria e diviso da questo solo da una porta senza chiave, probabilmente per questione di sicurezza dell'intero edificio. L'immobile è stato ultimato tra il 1988/1989 e successivamente ristrutturato. il secondo dei due cancelli elettrici è stato predisposto per l'accesso ad una stradina che costeggia il muro dei box, e sul quale i proprietari degli stessi si sono autonomamente costruiti dei parcheggi.

 

La risposta dell'Ing. Marchetti


Sono sempre di più colpito dalla “sensibilità” mostrata nei confronti delle esigenze dei portatori di handicap. Che giustificazioni avrà portato quel condomino per rifiutare la chiave del cancello elettrico?
Faccia richiesta all’assemblea di costruire un sistema per l’abbattimento delle barriere architettoniche (rampa, servoscala, piattaforma elevatrice, ascensore).

 

Ing. Marco Marchetti
www.vimec.biz

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Sto costruendo un agriturismo che vorrei fosse il più possibile fruibile da persone con disabilità. Oltre al bagno con il maniglione, ci sono idee e linee guida da poter seguire per poterlo rendere estremamente accogliente?


La risposta dell'Ing. Marchetti

Non conosco linee guida per rendere più accogliente l’ambiente. Per quanto riguarda invece il bagno la invito a leggere attentamente il DM 236 del 1989 dove si trovano tutti i requisiti da rispettare.

 

Ing. Marco Marchetti
www.vimec.biz

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Amministro un condominio di 3 piani, di cui uno seminterrato, dotato di ascensore. dal cortile per accedere al seminterrato ci sono 4 gradini, per totali cm. 60,00 di dislivello da vincere. Poiché al primo piano c'è una scuola interpreti, il titolare mi chiede l'installazione di una rampa per poter far accedere eventuali disabili dal seminterrato, tramite ascensore. Quanto deve essere lunga questa rampa per vincere il dislivello di 60 cm., ovvero l'altezza dei 4 gradini che dal cortile interno portano al seminterrato?

La risposta dell'Ing. Marchetti

Per quanto riguarda i requisiti delle rampe, li riporto di seguito (dal DM 236/1989)
“8.1.11. Rampe Non viene considerato accessibile il superamento di un dislivello superiore a 3.20 m ottenuto esclusivamente mediante rampe inclinate poste in successione.
La larghezza minima di una rampa deve essere: -di 0.90 m per consentire il transito di una persona su sedia a ruote;
-di 1 ,50 m per consentire l'incrocio di due persone. Ogni 10 m di lunghezza ed in presenza di interruzioni mediante porte, la rampa deve prevedere un ripiano orizzontale di dimensioni minime pari a 1,50 x 1,50 m, ovvero 1,40 x 1,70 m in senso trasversale e 1 ,70 m in senso longitudinale al verso di marcia, oltre l'ingombro di apertura di eventuali porte.
Qualora al lato della rampa sia presente un parapetto non pieno, la rampa deve avere un cordolo di almeno 10 cm di altezza. La pendenza delle rampe non deve superare 1'8%.
Sono ammesse pendenze superiori, nei casi di adeguamento, rapportate allo sviluppo lineare effettivo della rampa.
In tal caso il rapporto tra la pendenza e la lunghezza deve essere comunque di valore inferiore rispetto a quelli individuati dalla linea di interpolazione del seguente grafico. “

Grafico pendenza rampa

Ing. Marco Marchetti
www.vimec.biz

 

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Buongiorno. A mio padre è stato riconosciuto l'handicap in situazione di gravità, legge 104, nel 2013. Io come figlio, beneficiando dei 3 giorni di permesso per mia mamma, non ho potuto beneficiarne per mio padre perchè l'INPS mi ha negato tale opportunità giustificandosi con un:"Vai a visitare tua madre e quindi stai insieme anche a tuo padre, 3 giorni di permesso appaiono più che sufficienti". Ora a luglio 2016, mia madre è mancata e ho dovuto mettere mio padre in Residenza protetta. La disabilità di mio padre riguarda la vista, occhio sinistro cieco e occhio destro 1/20, mentre per il resto è autosufficiente e non allettato. Ora per l'INPS il suo è un ricovero che non mi permette di avere diritto ai giorni di permesso 104 tranne nel caso di visite mediche o terapie da effettuarsi fuori dalla struttura. Per quale motivo devo dare tutte queste giustificazioni se ogni volta che prelevo mio padre dalla struttura firmo assumendomi la responsabilità? Inoltre perchè l'INPS considera come interruzione del ricovero solo il caso in cui ci si reca all'esterno per visite o terapie e non anche la giornata trascorsa con i propri cari? Per ulteriore precisazione la Residenza protetta che "ospita" mio padre si trova a circa 70km da casa mia, diventando così ulteriormente importante poter beneficiare di 3 giornate di permesso per mantenere un minimo rapporto famigliare. Grazie per un'eventuale risposta, saluti F.F

La risposta dell'avvocato Colicchia

Gentile F. F.;
I permessi retribuiti della legge 104 del 1992, riconosciuti ai lavoratori dipendenti con familiari disabili, spettano a condizione che la persona da assistere non sia ricoverata a tempo pieno (per le intere 24 ore) presso strutture ospedaliere o simili (pubbliche o private) che assicurino assistenza sanitaria continuativa.
Tuttavia, i permessi vanno concessi o restano ugualmente in capo al beneficiario in caso di ricovero a tempo pieno: del minore disabile se i sanitari certificano il bisogno di assistenza da parte di un genitore o di un familiare; del disabile in stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta a breve termine.
I permessi sono, altresì, concessi quando il disabile si deve recare al di fuori della struttura che lo ospita per effettuare visite specialistiche e terapie certificate. Tale ipotesi, infatti, interrompe il tempo pieno del ricovero e determina l’affidamento del disabile all’assistenza del familiare.
Quando il disabile deve effettuare esami fuori dalla struttura che lo ospita, il lavoratore familiare, per ogni mese in cui fruisce dei permessi, deve produrre sia la documentazione che dimostra l’avvenuto accesso alla struttura esterna specializzata, sia la dichiarazione della struttura ospitante che attesta che la persona disabile è stata affidata al familiare per la durata della sua assenza.
Spero di esserle stato di aiuto.
Cordiali saluti.
Avv. Roberto Colicchia

 

AVV. ROBERTO COLICCHIA
Via Risorgimento Prol. 66  89135 - Reggio Calabria
Via G. Garibaldi, 118 91020 - Petrosino (Tp)
Cell. 329.7014305  Fax  0965.037245
email avvocatodisabili@libero.it

 

 

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Gent.mo avvocato,
sono un ragazzo di 40 anni con gravi deficit nella deambuazione, affetto da sclerosi multipla. Abito al primo piano di un condominio provvisto di ascensore, ma al mio piano non è presente la fermata dell'ascensore, nè è presente la porta dello stesso al mio pianerottolo.
Vorrei chiedere se i condomini possono opporsi all'apertura della porta di accesso all'ascensore, a chi spettano le spese e se i condomini hanno diritto di decidere un prezzo di vendita del servizio o se posso utilizzarlo gratuitamente.
Grazie
F.

La risposta dell'avvocato Colicchia

Gentile F.;
per il disabile che intenda eliminare dalla propria abitazione o da spazi di proprietà condominiale barriere architettoniche o impedimenti strutturali vige la Legge n. 13/89.
All’art. 2 di tale legge si stabilisce che le deliberazioni condominiali che riguardano le innovazioni da eseguire negli edifici privati allo scopo di eliminare le barriere architettoniche sono valide se approvate dall’assemblea di condominio, in prima o in seconda convocazione, con le maggioranze previste dall’art. 1136 del C.C., (vale a dire in prima convocazione i due terzi del valore dell’intero edificio e i due terzi dei partecipanti al condominio, quindi sono valide le delibere approvate con la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio; nel caso di seconda convocazione (il giorno successivo della prima e non oltre dieci giorni) la delibera è valida se riporta i voti di un terzo dei partecipanti al condominio e almeno un terzo del valore dell’edificio).
Nel caso in cui il condominio rifiuti di deliberare; il disabile, o chi ne esercita la tutela o potestà può installare le strutture a proprie spese. Gli unici limiti da rispettare sono quelli previsti dall’art. 1120 del C.C. e cioè, che gli interventi non possono recare pregiudizio alla stabilità o alla sicurezza del fabbricato, non ne devono alterare il decoro architettonico e non devono rendere alcune parti comuni dell’edificio inservibili all’uso o al godimento anche di un solo condomino.
Se l'appartamento è situato in uno stabile di proprietà dell'Istituto Autonomo Case Popolari o in gestione al medesimo Istituto è necessario presentare domanda intestata al Coordinatore Generale, corredata dalla certificazione dell'invalidità e da quella medica; verrà poi effettuato un sopralluogo per verificare la necessità e/o la possibilità di realizzare i lavori; se i lavori devono essere effettivamente realizzati è lo stesso Istituto che se ne incarica.
Spero di esserle stato di aiuto.
Cordiali saluti.
Avv. Roberto Colicchia

 

AVV. ROBERTO COLICCHIA
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Salve, La contatto perché mi è stata revocata la pensione di invalidità civile perché non mi sono presentato alla visita di revisione, in quanto non ho ricevuto alcuna comunicazione dall'Inps sebbene l'ente mi comunica l'avvenuta notifica per compiuta giacenza presso la mia residenza. Mi può aiutare a capire cosa fare? Grazie g.

La risposta dell'avvocato Colicchia

Gentile G.;
dal novembre 2013 è stata disposta la sospensione d’ufficio di un gruppo di prestazioni INVCIV i cui titolari sono risultati assenti alla visita di verifica straordinaria. La sospensione, effettuata con ricostituzione lavorata dal centro, come previsto al punto 5.1 della circolare n. 76 del 22 giugno 2010, riguarda le posizioni, dei soggetti assenti a visita (con visita programmata fino al 31 luglio 2013) per le quali l’esito Postel è stato: “consegnata raccomandata”, “compiuta giacenza”, “respinta al mittente” e “PEC” (messaggio Inps n. 16879 del 21/10/2013).
Gli interessati sono informati della sospensione con una lettera, inviata tramite la procedura INVER, che contiene anche l’invito a rivolgersi all’UOC/UOS competente per fissare una nuova visita. Trattandosi di prestazione sospesa, la convocazione, afferma l’Inps, dovrà essere stabilita con priorità assoluta. Quindi l’interessato deve ottenere una data di convocazione a breve, tenuto conto della prestazione sospesa da parte dell’Inps a partire dal mese di novembre. Le prestazioni resteranno comunque sospese fino all’esito della visita.
Si potrà procedere al ripristino immediato del pagamento, su segnalazione dei responsabili UOC/UOS medico legali, esclusivamente nel caso in cui venga accertato che la mancata presentazione a visita era stata determinata da: degenza in strutture sanitarie protette; ricovero in strutture ospedaliere; ricorrenza di condizioni che comportano l’esonero dalla visita secondo le norme vigenti (DM 2 agosto 2007); condizioni di intrasportabilità.
Spero di esserle stato di aiuto.
Cordiali saluti.
Avv. Roberto Colicchia

 

AVV. ROBERTO COLICCHIA
Via Risorgimento Prol. 66  89135 - Reggio Calabria
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Buongiorno, mi piacerebbe fare qualche modifica in un modo totalmente artigianale alla mia carrozzina, ad esempio dei sistemi anti ribaltamento laterale, che non ne posso più di cadere di lato quando uso la trazione elettrica con il solito terzo ruotino.... oppure realizzare una comoda da viaggio leggera e richiudibile senza spendere cifre incredibilmente spropositate e alquanto vergognose , qualche idea o contatto?
... spero in una qualche risposta, grazie mille
A.

La risposta dell'esperto

Salve, buongiorno! Mi sento innanzitutto di sconsigliarle di fare qualsiasi modifica in modo "artigianale" poiché non vorrei che, in caso di caduta, non essendo la modifica brevettata e soprattutto collaudata, si facesse ancor più male. Questo perché a volte si pensa di far bene ma in realtà si peggiora solamente, anche se capisco il suo disagio.
Stessa cosa per la realizzazione di una carrozzina....forse ancora più pericolosa della prima idea....credo che basti avere pazienza nel cercare la soluzione più adatta e allo stesso tempo economica, che risponda alle proprie esigenze! Se vuole dare un'occhiata al catalogo on line di Disabili Abili (www.disabiliabili.net) troverà sicuramente qualcosa che faccia al caso suo potendo vedere, oltre a tutti i modelli a disposizione, anche tutte le schede tecniche con i vari pesi e funzionamenti. Inoltre avrà la possibilità di essere contattato da un tecnico specializzato, nel caso lo volesse, che le fornirà tutte le informazioni del caso. Se ne avesse inoltre voglia potrà richiedere un prova gratuita e senza impegno...più di cosi'!

Saluti, Massimo Laterza - Disabili Abili Add a comment

Ho una carrozzina elettrica nuova: ha 2 mesi. Mi hanno detto ogni volta che va in marcia le batterie lo risentono - ho pensato: E se metto un condensatore? come gli impianti, il condensatore  funziona da accumulatore...come posso fare il calcolo del condensatore?
 
La risposta dell'esperto

Buonasera, credo proprio che il suo problema sia un altro. Credo che abbia un problema alle batterie nel senso che o non sono state trattate come si doveva fin dall'inizio poiché per le batterie, almeno quando sono nuove, bisogna rispettare determinate regole, come non farle mai scaricare del tutto e effettuare cicli di ricarica ben precisi. Oppure sono sottodimensionate  per la reale potenza che necessita la carrozzina. Le consiglio vivamente di non fare quello che voleva  fare poiché non servirebbe a niente e fossi in lei chiamerei chi le ha venduto la carrozzina perché teoricamente ha 24 mesi di garanzia e chi vende qualsiasi cosa è tenuto a fare assistenza o mandarla a chi la fa.
Saluti e buona serata

Massimo Laterza - Disabili Abili

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Buongiorno
Mi chiamo C. e ho 40 anni, sono da 10 anni in carrozzina. Vorrei fare un po' di chiarezza e cercare di capire quali sono i criteri/prerequisiti secondo i quali vengono prescritte dal fisiatra e successivamente approvate dall'ulss le carrozzine leggere oppure quelle superleggere.
A tal proposito mi è capitato di sentire (a mio avviso) inesattezze del tipo che solo chi studia o lavora ha diritto a una carrozzina superleggera.
Potete dare delucidazioni in merito? Esiste una normativa da consultare?
A chi spetta la valutazione/decisione? Nel caso in cui spetti al fisiatra, l'ulss poi può contestarla?
Cambierà qualcosa con l'entrata in vigore del nuovo tariffario (pare che 12 ausili tra cui i cuscini antidecubito e carrozzine verranno messe a gara)?
Grazie. Cordiali saluti.
C.

La risposta dell'esperto

Salve C., andiamo per gradi. Come dice lei, è errato che le carrozzine super leggere vengano prescritte solo a chi studia e a chi lavora poiché vengono prescritte a chi si reputa abbia una vita piuttosto attiva anche perché non avrebbe senso prescriverla ad una persona che magari sta chiusa in casa o deve caricare e scaricare continuamente la carrozzina dalla macchina. Viene appunto prescritta per facilitare e agevolare la vita quotidiana di una persona molto attiva.
La decisione spetta sempre al fisiatra e come dice lei l'asl può contestarla ma ovviamente devono rilasciare la motivazione scritta e non a voce poiché mettono in dubbio l'operato di un altro medico. Per quanto riguarda il nomenclatore tariffario purtroppo ancora nessuno ne sa nulla, forse andremo ancora per le lunghe. Spero di averle chiarito un po' le idee.
Buona giornata

Massimo Laterza - Disabili Abili

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