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Esperti rispondono

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Buona sera, sono gestore di un bagno pubblico e desidero sapere se esistono dei contributi che finanziano l’installazione di un montascale su un edificio di pubblica utilità. Vorrei infatti dotare i bagni del montascale per i disabili. Grazie.
P.

La risposta dell'esperto

Buongiorno,
ogni municipalità adotta delle regolamentazioni sulla base della normativa. In questo caso, per poter esseri sicuri di adempiere agli obblighi di legge, le consigliamo di rivolgersi all’ufficio tecnico del proprio Comune di residenza e chiedere direttamente a loro in merito all’installazione del montascale.

Tecnico Stannah

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Vorrei montare un montascale nella casa dei miei genitori, ma la spesa sarebbe sostenuta interamente da me. Posso usufruire io degli sgravi previsti dalla normativa fiscale?
C.

La risposta dell’esperto

Buongiorno,
tutto dipende se lei è titolare o meno di un diritto sull’immobile oggetto dell’intervento. Per legge, infatti, possono usufruire degli sgravi fiscali solo coloro che detengono diritti sugli immobili oggetto degli interventi, e che ne sostengono le relative spese. Quindi possono usufruire degli sgravi il proprietario dell’immobile, il titolare di un diritto reale di godimento, chi occupa l’immobile a titolo di locazione o comodato, il famigliare convivente del possessore o detentore dell’immobile purché sostenga le spese e fatture e bonifici siano a lui intestati.
Per saperne di più, la invitiamo a consultare la pagina di approfondimento in materia di sgravi fiscali.

Tecnico Stannah Add a comment

Abito in affitto in una casa dell’ATER (Roma) e sono invalido polipatologico (invalidità 100%  più Legge 104 più malattia rara). Poiché non posso deambulare, ho fatto richiesta di un montascale a pedana. Sono due anni che l'ATER rimanda, adducendo ora una scusa ora un’altra. Cosa posso fare? Posso fare una denuncia visto che sono recluso in casa?
F.

La risposta dell'esperto

Buongiorno
vista la situazione sopra descritta, la cosa migliore da fare in questi casi è quella di rivolgersi a un avvocato per avere un supporto professionale. In questi casi l’intervento di un legale che conosce le normative vigenti le potrà essere d’aiuto nel ritrovare la libertà che le serve, attraverso l’inserimento in condominio di una soluzione di mobilità, che le consenta di poter essere autonomo negli spostamenti da casa.
 
Tecnico Stannah

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Salve, volevo sapere se l'acquisto di un'automobile con i benefici della L. 104 in qualità di amministratore di sostegno rientra tra gli atti ordinari o straordinari.
D.

La risposta dell'avvocato Colicchia

Gentile D.;
circa configurabilità, ordinaria o straordinaria, della procedura di acquisto di un auto da parte di un amministratore di sostegno, se ordinaria o straordinaria può ben ricavarsi a parere dello scrivente, dalle stesse regole stabilite per procedere alla richiesta.
Infatti, nell'istanza da proporre al Giudice Tutelare debbono essere motivate adeguatamente quelle che sono le ragioni sottese all'acquisto; deve ravvisarsi un interesse del beneficiario al compimento dell'atto.
Può ad esempio ravvisarsi un obiettivo e fondamentale utilizzo del mezzo quale servizio base per  ricevere cure,  un  miglioramento della qualità della vita del beneficiario, o la soddisfazione di un suo desiderio.
Considerando che l’art. 375 c.c. non dispone nulla circa l’acquisto, ma tratta soltanto ed esclusivamente dell’alienazione del bene, qualora l’utilizzo del mezzo sia opera necessaria e indispensabile per salvaguardare il diritto alla salute, il bene vita, l’acquisto in sé può, a mio avviso,
 considerarsi di natura ordinaria.
Invece, altra situazione sarebbe l’acquisto dell’auto per un miglioramento delle condizioni di salute del disabile, o per agevolare date situazioni; ciò essenzialmente costituisce un plus delle condizioni di vita dello stesso, e quindi, sempre con pareri terzi di medici, tale istanza avrebbe natura straordinaria.
Spero di esserle stato di aiuto.
Cordiali saluti.
Avv. Roberto Colicchia

AVV. ROBERTO COLICCHIA
Via Risorgimento Prol. 66  89135 - Reggio Calabria
Via G. Garibaldi, 118 91020 - Petrosino (Tp)
Cell. 329.7014305  Fax  0965.037245
email avvocatodisabili@libero.it

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Salve ritengo che i miei diritti non vengono rispettati in merito ad un divorzio. Sono disabile 100% sia fisicamente che in ambito lavorativo ho la sclerosi multipla percepisco una pensione di invalidità di 280 euro circa . Ho tre figli minori; ho fatto un udienza per divorzio ed il presidente del tribunale di rovigo ha dato disposizione che io devo versare 350 euro di mantenimento .... Essendo che vivo solo con quella pensione e accompagnatoria di 500 euro È giusto quello che mi è stato chiesto visto che mi risulta che per la legge io sono esente da questo obbligo visto il mio non reddito . Vorrei solo sapere se ho ragione, in tal caso mi manda il codice di legge dove fa riferimento l’esenzione al versare il mantenimento visto che la mia pensione in ogni caso è impignorabile . Grazie
D.

La risposta dell'avvocato Colicchia

Salve,
l'obbligo al mantenimento del coniuge affetto da disabilità, nei confronti dell’altro coniuge, assume rilievo, sempre, avendo riguardo  alla situazione reddituale e in particolare alla condizione di autosufficienza economica. Non vi è alcuna norma legislativa che “esonera” dal versamento al mantenimento della moglie.
Esistono soltanto pronunce giurisprudenziali, e soprattutto interpretazioni di diritto di alcuni operatori del diritto, che valutando l’esistenza una oggettiva diminuzione reddituale, e analizzando il contesto di vita del soggetto affetto da disabilità, concedono la possibilità di ridurre equamente l’importo.
Nel caso specifico appare alquanto iniquo un versamento del mantenimento per la somma suindicata, poiché la sua malattia coinvolge aspetti di vita che necessariamente devono fare i conti con spese fisse e variabili importanti.
Si evidenzia come l’indennità di accompagnamento, è riconosciuta infatti per agevolare anche economicamente il disabile, favorendo l’acquisto o l’assunzione di persone, che agevolino la vita stessa.
Pertanto, non entrando in merito della questione legale, riguardante i dettagli, che non conosco, della separazione e in ultimo del divorzio, con la vita dei vostri figli, non le indico articoli di legge, ma le suggerisco di recarsi presso uno studio legale per la tutela dei vostri diritti, richiedendo un intervento importante per la rinegoziazione dei termini in sentenza.
Spero di esserle stato di aiuto.
Cordiali saluti.
Avv. Roberto Colicchia 

AVV. ROBERTO COLICCHIA
Via Risorgimento Prol. 66  89135 - Reggio Calabria
Via G. Garibaldi, 118 91020 - Petrosino (Tp)
Cell. 329.7014305  Fax  0965.037245
email avvocatodisabili@libero.it

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Buongiorno gent.mo Avv. 
dopo innumerevoli richieste sulla rete , spero che almeno Lei possa risolvermi questo delicato quesito che  riguarda il reddito  , relativo a lavoro autonomo, da considerare per non superare il  limite max (16.532  €)   della pensione di inv. Civile cod  044 -  prestazioni per invalido civile  (inv. 100%).
Nel mio caso particolare  , essendo  un lavoratore  autonomo iscritto al regime forfetario, volevo chiedere se il reddito che occorre considerare per rispettare tale limite max , sia quello (quadro LM 36 ) della dich. Redditi  e cioè quello che si ottiene applicando al reddito lordo realizzato  un coeff. di redditività riduttivo (nel mio caso 78% )  e  successivamente allo stesso detraendo ulteriormente i contributi previdenziali .
Le imposte che in effetti  verso all’erario (15%)  si applicano a tale valore .
Esempio : reddito lordo 10.000 €  reddito per attività (lib. professionisti) 10.000 X 78% = 7800 € .
A questo sottraggo i contr. Previdenziali  (es. 1500 €) e dunque 7.800-1500=6300 € . Le tasse erariali da versare allo stato  sono infatti il  15% di 6300.
Ai fini del reddito di  invalidità viene considerato  sempre questo valore ( 6.300 €)? Spero sentitamente che mi possa risolvere questo particolare quesito.
Ringrazio anticipatamente per la disponibilità e cortesia.
S.

La risposta dell'avvocato Colicchia

Gentile S.;
 il quadro di riferimento in questione sul Modello Unico, è l’LM2 Totale componenti positivi.
Questo quadro non deve superare lo scaglione di riferimento dei limiti reddituali. Anche se è in regime forfettario, il reddito dimostrabile ai fini fiscali e previdenziali, è al lordo delle imposte.
A parere dello scrivente non è il quadro relativo al reddito netto da tenere in considerazione, ma soltanto il reddito lordo comprensivo delle imposte.
Stante la tecnicità del quesito proposto, la invito, tuttavia, a recarsi presso un caf-patronato, al fine di ottenere maggiori delucidazioni in merito.
Spero di esserle stato di aiuto.
Cordiali saluti.
Avv. Roberto Colicchia

AVV. ROBERTO COLICCHIA
Via Risorgimento Prol. 66  89135 - Reggio Calabria
Via G. Garibaldi, 118 91020 - Petrosino (Tp)
Cell. 329.7014305  Fax  0965.037245
email avvocatodisabili@libero.it

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Ostinato tetraparesi spastico 50 enne. Come posso ottenere dalla asl una carrozzina manuale superleggera, in modo da agevolare chi mi trasporta?
Perchè questa disparità tra disabile attivo/passivo? ( come una tendenza sessuale, è non una vita più difficile da muovere) Basterebbe allungare i tempi di prescrizione dell'ausilio (rispetto alla standard) per noi disabili passivi, ma non escluderci completamente è darci solo roba vecchia e pesante da gestire.
Mi suggerisca qualche legge utile. Grazie dell'attenzione .
G.

La risposta dell'esperto

Buongiorno G, purtroppo c'è questa differenza fra attivo e passivo, come fosse quasi una discriminazione ma purtroppo è una legge e non ci possiamo fare nulla. L'unica cosa che le posso consigliare e farsi autorizzare ciò che le danno ma scegliere una superleggera e pagare la differenza all'azienda che gliela fornisce, so che non è giusto che ci debba mettere del denaro di tasca sua ma è l'unica soluzione che mi viene in mente. Saluti, Massimo.

Massimo Laterza - Disabili Abili

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Buongiorno, sono invalido civile al 100% ed ho 65 anni. Desidererei acquistare uno scooter elettrico o una carrozzina elettrica, tenendo presente alcuni fattori:
1) il mio paese è situato in collina, per cui necessiterebbe superare salite tra l'8 ed il 20%
2) che sia pieghevole da utilizzare per viaggi
3) la loro autonomia e che siano a quattro ruote
4) che non siano troppo bassa da terra
5) ho visto che esistono unità di propulsione elettrica amovibile per carrozzine che in pochi secondi trasforma la carrozzina manuale in uno scooter elettrico: secondo lei potrebbe fare al caso mio tenuto conto che per guidare uso solo il piede e mano sinistra?

(giorni fa ho utilizzato una carrozzina normale il cui piano di seduta era cm. 45 di larghezza, cm. 45 di profondità e cm. 48 di altezza della spalliera).
In attesa porgo distinti saluti, G.

La risposta dell'esperto

Buonasera G., considerando ciò che scrive, le sconsiglierei lo scooter e anche il  propulsore per carrozzine manuali, non adatti entrambi a zone di montagna, salite e discese con forti pendenze, rischierebbe innanzitutto di farsi male e  che non ce la farebbe poi ad affrontare gli ambienti esterni della sua zona di residenza. Quello che le consiglio è una carrozzina elettrica a 4 ruote, se non ha idea di cosa ci sia sul mercato, dia pure un'occhiata al sito www.disabiliabili.net e potrà certamente trovare qualcosa di idoneo alle sue necessità e qualora volesse, chiami l' azienda e le passeranno la persona di riferimento della sua zona che potrà farle provare a domicilio l'ausilio scelto, in modo tale che si possa rendere conto se può fare veramente al caso suo oppure no. Saluti, Massimo.

Massimo Laterza - Disabili Abili

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Buongiorno, sono un disabile di circa 152 kg, il mio fisiatra mi ha prescritto una carrozzina con larghezza superiore a 60 e poi con una portata kg 190. Esistono carrozzine per il mio caso?
Grazie

La risposta dell'esperto

Buongiorno, le carrozzine bariatriche esistono, sia elettroniche (molto costose) sia manuali (più costose rispetto alle non bariatriche). Può contattare la ditta Disabili Abili srl , 055360562 e le sapranno consigliare su quella più idonea a lei. Salve, Massimo.

Massimo Laterza - Disabili Abili

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