Filippo Felice Tagliaferri
SCULTURE
Filippo Felice Tagliaferri
Filippo Felice è nato nel 1969 a Carlantino (FG).
Dal 1998 al 2000 ha frequentato un corso di scultura presso il Maestro Nicola Zamboni, docente dell'Accademia delle Belle Arti di Brera (MI), e famoso scultore bolognese.
Nel 2001 ha inaugurato la sua prima mostra personale a Modena, dove ha esposto 22 opere: 20 in creta e 2 in marmo.
Tantissime sono poi le mostre cui ha partecipato.
Per citarne solo alcune: la "Fiera di primavera", tenutasi a Treviso presso il Teatro Comunale, manifestazione che, pure essendo canora, lo ha voluto presente come ospite; il "Festival delle abilità differenti" tenutosi a Carpi (MO), dove, oltre ad aver esposto alcune opere, ha realizzato, in estemporanea, una scultura in pietra donata poi a Marco Viola, direttore della cooperativa sociale Nazareno, promotrice del Festival; la mostra mercato "Le Salse di Mirano"; "La festa più pazza del mondo" tenutasi a Carpi (MO), dove ha realizzato un laboratorio di creta in piazza.
Ha poi partecipato al concorso artistico "Lucida nenia" a San Giovanni in Persiceto (BO), classificandosi quinto assoluto e primo tra gli scultori e pittori; il Simposio Internazionale di Minucciano (Lucca), dove ha realizzato una scultura in marmo bianco ("La sete della madonna").
Ha poi fondato, assieme ad altre 11 persone, la cooperativa Banco Artigiano Delle Arti e Dei Mestieri: lo scopo di questa cooperativa è di commercializzare manufatti di alto gusto e qualità prodotti da cooperative italiane, e inserire nel mondo del lavoro persone disabili.
Ha anche insegnato, a più riprese, la manipolazione della creta presso scuole elementari.
Queste sono alcune delle sue opere.
Maestro
Mayla
Mio padre
Nascita dalla pietra
Prima opera in marmo
Relax
Schiena
Testa di cane in pietra
Tortellini
Abbiamo anche deciso di pubblicare uno dei tanti articoli che hanno visto come protagonista Felice Tagliaferri:
L'arte di dare forma alle idee - di Alessia Manfredi
Pubblicato su "La Tribuna di Treviso" - 28/05/2003
Modella legno e pietra come se non avesse mai fatto altro.
Le mani scorrono sicure sulla superficie e correggono rapidamente qua e là le... piccole imperfezioni. Eppure la sua passione per la scultura è iniziata in tempiabbastanza recenti.
E si basa tutta sul tatto, perchè Felice Tagliaferri, bolognese, 33 anni, non vede: ha perso completamente la vista a 14 anni per un'atrofia del nervo ottico.
L'artista ha presentato le sue sculture al Festival internazionale delle Abilità Differenti, in corso a
Carpi fino al 31 maggio.
La scultura per me è bellissima - racconta Tagliaferri - e ora le dedico un buon 51 per cento della mia vita.
Sono in continuo fermento, mostre, iniziative, lavori con le scuole.
Come è nata questa passione?
Ho cominciato quasi per gioco sette anni fa, frequentando un corso di scultura presso il maestro Nicola Zamboni, docente di Belle Arti all'Accademia di Brera, a Milano.
Zamboni stava facendo un esperimento su quanto fosse importante per la scultura la vista.
E poi?
Un critico ha visto le mie opere e mi ha incoraggiato, ed ho fatto la mia prima mostra nel 2001, a Modena.
La personale mi ha dato molta carica, e da lì ho continuato.
Ho anche venduto due pezzi.
Pensa, perfino un gufo ad un centro ottico.
Sei uno scultore a tempo pieno?
No, continuo a lavorare in un ufficio per la Provincia.
E poi faccio un sacco di altre cose belle.
Insomma, lavoro poco e mi diverto tanto.
Sono nazionale di judo, gioco a baseball per ciechi, che è un po' diverso dal baseball normale.
Non c'è in pratica il lanciatore e la palla ha peso e misure regolamentari ma è forata con cinque buchi e contiene due sonagli.
E comunque, la mia squadra è imbattuta!
Hai lavorato anche con i bambini delle scuole, insegnando loro a lavorare la creta.
Lavorare con loro è molto bello.
Ho iniziato a gennaio: insegno a lavorare con il tatto e la memoria visiva e tattile.
Si crea senza un modello davanti.
Per me è un'esperienza speciale.
Con la parola passa il 20-30 per cento di quello che uno vuole dire, tutto il resto invece passa
attraverso le mani, il corpo.
E ora, programmi per il futuro?
Sto cercando la strada da percorrere, qualsiasi è buona!
Ma il mio sogno è aprire un agriturismo della scultura.
Vorrei che tutti potessero sperimentare quello che è successo a me, che ho iniziato tardi, a 25 anni. Tutti dovrebbero poter provare, e scoprire le proprie potenzialità scolpendo.
E se si appassionano, continuare, come me.
28 maggio 2003
Se vuoi leggere l'articolo originale clicca qui:
http://www.comune.venezia.it/letturagevolata/vai.asp?numero=1699
PressVisione è una iniziativa del Progetto Lettura Agevolata - Comune di Venezia.
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Venerdì 28 Maggio 2004 13:38











