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Vera - BARCELLONA

 
 

BARCELLONA
30 aprile - 4 maggio 2003

Vera

Relazione di Viaggio

Che strano... solo un paio di mesi fa mi trovavo in terra spagnola... precisamente a Barcellona!
Direte, che noia, un'altra Capitale europea! Beh, vi devo smentire: se non siete mai stati nella capitale della Catalogna, è ora di pensarci!

Anche questa volta, un pensiero è andato ai tanti affezionati lettori di Disabili.com.
Eh sì, perché mi sono (quasi) sempre ricordata di prendere nota sull'accessibilità dei luoghi visitati.

Ma, andiamo con ordine!
Ve li immaginate quattro italiani in partenza dopo un lungo periodo di lavoro, e con tanta voglia di staccare dalla quotidianità di sempre? Beh, quelli eravamo noi!
Abbiamo pensato bene di partire in macchina, non sapendo poi che cosa la sorte avrebbe riservato ai quattro sprovveduti turisti... "così saremo liberi di scorrazzare da una parte all'altra della città!".

Il viaggio è lungo, sono più di 1.200km, ma i prodi cavalieri si sono alternati alla guida, e così, partiti da Treviso alle sette di sera, siamo finalmente giunti in terra catalana alle sei e mezzo del mattino successivo!
Già dalla nostra prima perlustrazione, abbiamo intuito come gli spagnoli affrontino la giornata: c'era chi si apprestava a comperare il giornale fresco di stampa, e chi invece, con un ultimo brindisi, andava a concludere una nottata di follie!

Comunque, un po' a caso, ci siamo ritrovati nella Plaça de la Porta de la Pau, sotto il Monumento di Cristoforo Colombo che, con fare autoritario, sta a indicare in quale direzione si trova l'America che scoprì oltre 500 anni fa!

Disabili-com: Monumento di Cristoforo Colombo
Monumento di Cristoforo Colombo

Si tratta di una colonna di 87m d'altezza che culmina con la statua dello scopritore, alta oltre 7m.
Qui si può salire (grazie a un minuscolo ascensore, che però non è accessibile) in cima ai 52 metri del monumento, e godere di una vista a 360 gradi sulla città.
Che cosa si può fare a Barcellona, alle 7.30 del mattino, in attesa di prendere possesso dell'appartamento?
Ma che domande... colazione!
E allora, dal Passeig de Colom (la famosa passeggiata a mare di Barcellona, grande viale alberato a due passi dal porto), il tragitto è breve fino al Moll de la Fusta che, trasformato in uno spazio ricreativo orientato sul mare, corona il primo grande intervento urbanistico che ha dato inizio al processo di recupero del mare per la città.
Uno dei luoghi simbolo della movida odierna, il Porto Vecchio deve infatti la sua fortuna all'evento olimpico, che ne ha permesso la riqualificazione.

Disabili-com: Moll de la Fusta 
Moll de la Fusta… alle 7.00 del mattino (tutti a nanna!)

Qui ci si può dedicare a delle lunghe passeggiate, oppure dalla zona superiore, in cui si trovano numerosi bar e ristoranti, si può godere di una bella panoramica del porto.
Attraversato il futuristico ponte di Port Vell, ci siamo diretti al Maremagnum, un grande complesso commerciale e area di divertimenti costruito sull'acqua, che raccoglie bar, ristoranti, negozi, night club, e che catalizza ogni sera un gran numero di visitatori. Completano l'offerta l'Acquario e il cinema Imax.

Disabili-com: MareMagnum 
MareMagnum

Alla fine della panoramica del Moll de la Fusta si può ammirare anche la Faccia di Barcellona, scultura di Lichtenstein.

Disabili-com: la 'Faccia' di Barcellona 
La "Faccia" di Barcellona

Insomma, dopo aver fatto colazione, ci siamo incamminati lungo il corso pedonale che collega il Mare Magnum alla terraferma.
Proseguendo lungo la costa, si dovrebbe restare colpiti dall'apparire di una spiaggia in perfetto stile californiano, con tanto di palme e torrette di avvistamento tipo baywatch... in realtà la spiaggia doveva ancora essere preparata per l'estate! Ma i bagnanti non mancavano…
Fino a dieci anni fa questa era una zona industriale in decadenza, ricoperta di baracche e aree di smistamento dei rifiuti: oggi ci sono quattro chilometri di spiagge riconquistate alla balneazione e una piccola città, la Vila Olimpica, con duemila appartamenti e zone verdi a perdita d'occhio, un vero e proprio quartiere modello.
Ai piedi di due grattacieli che dominano il panorama venne anche realizzato il Port Olimpic, con caffè e ristoranti e una piacevole passeggiata lungo la banchina, sulla quale fa mostra di sé una singolare scultura in ferro, che raffigura lo scheletro di un pesce (da noi soprannominato il "pesce di Colombàn").

Disabili-com: lo scheletro del 'Pesce' di Colomban 
Lo scheletro del "pesce di Colombàn"

Anche il quartiere di Barceloneta, non lontano dalla Vila Olimpica, ha subìto interventi di miglioramento dell'arredo urbano, culminati nella riconversione di un vecchio magazzino nel Palau de la Mar.

È questa la Barcellona Olimpica
Il punto nevralgico della zona, in cui si trovano i maggiori impianti sportivi, è lo stadio olimpico, realizzato sulla collina del Montjuic.
Uscendo dallo stadio si è giusto nel cuore del complesso olimpico, dove si trova anche il Palau Sant Jordi, il grandioso palazzo dello sport, interamente realizzato in vetro e acciaio, dove oggi gioca le partite casalinghe la squadra di basket della polisportiva Barcellona.

Disabili-com: Palau San Jordi 
Palau San Jordi

A Barcellona lo sport rappresenta storicamente qualcosa di importante, come può testimoniare una visita allo stadio del Nou Camp, uno dei templi del calcio europeo e il più grande stadio d'Europa dedicato al football: qui gioca il mitico Barça (sito web www.fcbarcelona.es/eng/home-page/home/home.shtml).

Vabbé, mi sono persa! Non sto più seguendo le tappe cronologiche del nostro viaggio, ma mi sto ormai muovendo a zone… d'altronde è più facile, vista l'estensione della città e la moltitudine di cose da vedere!

Non distante dall'Anello Olimpico, prendendo l'Avinguda del Miramar, ci si può fermare in uno dei centri d'arte contemporanea più originali della città: la Fundacion Joan Mirò.
Creata dallo stesso Mirò nel 1971, la Fondazione svolge una doppia attività: da una parte si dedica allo studio ed alla diffusione dell'opera del pittore, dall'altra promuove l'arte attuale.
Vi sono conservate le opere donate o lasciate in deposito dalla famiglia Mirò e la collezione d'opere dell'artista donate da John Prats.

Disabili-com: una delle Sale della Fondazione Mirò 
Una delle sale della Fondazione Mirò

Questi fondi constano di 217 pitture su tela, su carta, su legno e altri supporti, per un periodo che va dal 1917 agli anni Settanta, 153 sculture, nove opere di tessuto, l'opera grafica completa ed una collezione di più di cinquemila disegni, dai primi disegni infantili, dell'anno 1901, fino agli studi preparatori alle pitture del 1981.
La collezione "A Joan Mirò" rappresenta il contributo di artisti internazionali che intendono esprimere la loro amicizia per Joan Mirò e l'ammirazione per la sua persona e la sua opera.
La fondazione è accessibile ai portatori d'handicap.
Fundació Joan Miró
Parc de Montjuïc, s/n
08038 Barcelona
Tel. (34) 934.439.470
Fax (34) 933.298.609
E-mail
fjmiro@bcn.fjmiro.es
Sito web
www.bcn.fjmiro.es/home.html
Orario d'apertura: da martedì a sabato 10.00 - 19.00 (ottobre-giugno); 10.00 - 20.00 (luglio-settembre).
Giovedì 10.00 - 21.30.
Domenica e giorni festivi 10.00 - 14.30
Lunedì chiuso.

Ci si arriva con il Bus 50 "Trinitat nova-Parc de Montjuïc ; Bus 55 "Pl. Catalana - Parc de Montjuïc", e con la  Funicular de Montjuïc (Metro Paral·lel).
Il parcheggio si trova all'esterno della Fondazione.

Disabili-com: la Fondazione Mirò 
La Fondazione Mirò

Poco lontano dall'Anello Olimpico, si trova, prendendo l'Avinguda del Marqués de Comillas, il Poble Espanyol, nato con lo spirito di trasformarsi nella sintesi della Spagna monumentale: raggruppati sotto forma di un pittoresco villaggio, ci sono esempi rappresentativi dell'architettura tradizionale delle diverse zone della Spagna.
Internamente è organizzato attorno ad una grande Piazza, circondata da stradine con edifici tipici di varie città della Spagna.
Ci sono, inoltre, case, piccoli negozi e laboratori artigianali che offrono oggetti d'artigianato e souvenir.
Attualmente è un punto animato della vita notturna di Barcellona, anche se a noi il divertimento offerto è sembrato... un po' troppo turistico!
Noi siamo rimasti all'ingresso, perciò non posso garantire sull'accessibilità degli edifici del Poble Espanyol: chi fosse interessato a visitarlo, preferibilmente prenda contatto con la struttura stessa.
Ricordo però che c'era un ingresso riservato ai portatori d'handicap.
Poble Espanyol
Avgda. Marquès de Comillas, s/n.
08038 Barcelona
Tel. 935 086 330
Fax 935 086 333
E-mail
info@poble-espanyol.com
Aperto tutto l'anno dalla mattina con il seguente orario:
Lunedì: dalle 09:00 a.m. alle 08:00 p.m.
Martedì, mercoledì e giovedì, dalle 09:00 a.m. alle 02:00 a.m.
Venerdì e sabato, dalle 09:00 a.m. alle 04:00 a.m.
Domenica dalle 09:00 a.m. alle 12.00 p.m.

Disabili-com: la Piazza del Poble Espanyol 
La Piazza del Poble Espanyol

Il cuore autentico di Barcellona, il nucleo più antico, è costituito dal Barrio Gotico, il quartiere medievale, con la bella Cattedrale circondata da stradine, piccole piazze ombreggiate e una folla multicolore, e delimitato dalle Rondas, i viali che erano compresi nel circuito delle mura oggi non più in piedi.

Disabili-com: la Cattedrale di Barcellona 
La
Cattedrale di Barcellona, dedicata alla Santa Cruz e a Santa Eulalia

Alla Cattedrale si può accedere dagli ingressi laterali, data la ripida scalinata della facciata principale.
Tutta la città medievale è compresa in questa zona, con la Plaça Sant Jaume, nella quale si trova il Municipio e il Palazzo della Generalitat, l'Assemblea che governava la città nel XIV secolo.

Disabili-com: uno scorcio del Barrio Gotico 
Uno scorcio del Barrio Gotico

Oggi il Palazzo è tornato ad essere il simbolo del potere politico locale come sede del Parlamento della Catalunya, e conserva lo spettacolare Patio detto degli Aranci: un mix di elementi arabi, come in Andalusia, e di forme gotiche e rinascimentali, come nella vicina Francia.

Disabili-com: il Patio degli Aranci 
Il Patio degli aranci

Come altro punto di partenza si può prendere Plaça del Rei, con i suoi bei palazzi gotici, residenze della nobiltà catalana, e la torre detta Mirador de Mar, che la domina e la impreziosisce.
Qui dietro si trova il Palau Reial Major, residenza dei re cristianissimi Isabella e Ferdinando, che sponsorizzarono il viaggio di Colombo verso le Americhe.
Nell'elegante Sala del trono lo ricevettero al suo ritorno, quando cessò di essere genovese per divenire Cristobal Colon, e tutt'oggi per i catalani è uno di loro, tanto da avergli dedicato la grande colonna sormontata dalla sua statua.

Disabili-com: Museu d'Historia de la Ciutat 
Il Museu d'Història de la Ciutat, vicino a Plaça del Rei

Qui, a portata di mano, si trova il Museu d'Historia, che noi però non abbiamo visitato (per ogni informazione visitate il sito web www.museuhistoria.bcn.es/cat/index.htm).
Museo di Storia della Città di Barcellona
Plaza del Rey, s/n
08002 Barcellona
Tel. +34 93 315 11 11
Fax +34 93 317 83 27
E-mail
mhistbcn@intercom.es
Sito web
www.museuhistoria.bcn.es

Dal lungomare fino a Plaça de Catalunya, la città vecchia è percorsa da una serie ininterrotta di larghi viali alberati costellati da caffè, pub, locali, negozi  e ristoranti, le Ramblas, che hanno reso celebre la città nel mondo: centro della vita cittadina per gli uffici, i locali e i palazzi che vi si affacciano, ma principalmente per l'atmosfera di festa che li anima, con artisti di strada e saltimbanchi, chioschi che vendono tutto ciò che di più strampalato potete immaginare, edicole in stile modernista, e mosaici di Mirò al centro della sede stradale.

Disabili-com: le Ramblas 
Le Ramblas, sempre affollatissime di gente

Scendendo da Plaça Catalunya fino al Monumento a Colombo, si può passare per il mercato di Boqueria, il Palau de la Virreina, la Plaça Reial e il Centre d'Art Santa Monica.

Disabili-com: Plaça Reial 
Plaça Reial


Disabili-com: Centre d'Art Santa Monica 
Centre d'Art Santa Monica

Disabili-com: particolare di una fontanella accessibile in Plaça de Catalunya 
Particolare di una fontanella accessibile in Plaça de Catalunya

A Barcellona, tuttavia, sono legate indissolubilmente la vita artistica e privata di Antoni Gaudì.
L'artista visse il periodo più fulgido della storia moderna della città, negli anni in cui il governo cittadino mise in opera il grande progetto di rinnovamento urbanistico conosciuto come Eixampla.
Un periodo paragonabile soltanto alla gloria raggiunta nel Medio Evo, quando la Municipalità controllava il bacino occidentale del Mediterraneo: proprio da quell'epoca il Maestro trasse ispirazione per alcune delle sue grandi realizzazioni.

Un itinerario da seguire, perciò, è quello che porta alla ricerca delle testimonianze del genio di Gaudì, che si è espresso nella realizzazione di grandi palazzi delle famiglie nobiliari, in particolare per la famiglia Guell, alla quale fu molto legato fin dai suoi esordi.
Il giro può iniziare da Plaça Reial, alle spalle delle Ramblas, dove si possono ammirare i lampioni in pietra e ghisa che il giovane Gaudì realizzò nel 1878, dopo aver vinto il concorso indetto per l'arredo urbano della piazza dal Comune, che profuse in quegli anni grandi risorse per la città.
Gaudì approfittò della situazione e assieme ad altri architetti, il principale dei quali fu Domenech, si inserì nella corrente modernista che si andava affermando in tutta Europa.

Percorrendo la Rambla de Les Flors e voltando a sinistra in Plaça del Teatre ci si trova davanti Palazzo Guell, residenza del grande magnate Eusebi Guell (non so se sia accessibile ai portatori d'handicap, perché noi non lo abbiamo visitato, perciò è meglio informarsi per tempo). Ma mi sono documentata ugualmente...
La facciata, vagamente gotica, non presenta nessun tipo di decorazione o effetto di vivo contrasto, ma la sua forza espressiva si raccoglie unicamente attorno ai due portali parabolici d'entrata lavorati in ferro battuto, nei quali le decorazioni metalliche assomigliano ad alghe plasmate dalle onde del mare.
Fa da contrasto ad un esterno relativamente "povero" un interno sfarzoso e pieno di ricchezze architettoniche, che Gaudì progettò con maniacale precisione: in uno spazio ristretto, infatti, convivono gli stili più disparati, dal gotico all'egizio, dall'arabo al rococò, con il salone principale che si eleva in altezza fino al terzo piano dell'edificio ed è sormontato da una doppia cupola.
Come in tutte le dimore private da lui progettate, Gaudì curò personalmente anche l'arredamento interno, dai quadri appesi alle pareti alle sedie, fino alla serie di camini che ornano il tetto, tutti diversi tra loro e realizzati con i materiali più disparati.
Il tetto, la cui concezione corrisponde al tipo di copertura tradizionale delle case mediterranee, è diventato un "tetto fantastico" grazie all'immaginazione dell'architetto; è uno spazio abitato da cupole e camini multicolori (ricoperti da ceramiche e maioliche), luogo sopraelevato e distaccato da tutto ciò che è terreno, in cui elevarsi e meditare.
Palau Güell (1886-1889)
Carrer Nou de la Rambla 3-5
Tel.  933 173 974 / 933 175 198
Fax  933 173 779

Disabili-com: Palau Guell, uno dei camini multicolori 
Palau Guell - uno dei camini multicolori

L'itinerario può poi deviare verso i grandi viali ottocenteschi, dove si possono ammirare Casa Vicens su Carrer de les Carolines: suggestioni arabeggianti sembrano dominare la scena insieme alla decorazione esterna costituita da pietre, mattoni e ceramiche decorate, anche se bisogna considerare che la Casa Vicens di oggi non è stata costruita tutta da Gaudì.
Nel 1925, infatti, l'architetto J.B.Serra Martinez, rispettando i canoni le decorazioni precedenti, ha costruito un ampliamento della casa.
Casa Vicens (1883-1888)
Carrer de les Carolines
 

Disabili-com: Casa Vicens 
Casa Vicens

C'è poi Casa Calvet, che rappresenta la realizzazione di Gaudì più marcatamente segnata dall'influenza modernista con influenze barocche.
Casa Calvet (1898-1899)
Casp, 48

Disabili-com: Casa Calvet 
Casa Calvet

Sul grande Passeig de Gracia si affacciano Casa Battlò, conosciuta come la casa delle ossa per via della sua facciata con i balconi che sembrano scheletri animali, e Casa Milà, meglio conosciuta come la Pedrera, a causa della sua facciata in pietra apparentemente grezza.

Casa Battlò, costruita su un terreno stretto e lungo, chiuso tra altri edifici, articola la sua planimetria attorno a due cavedi, interamente maiolicati e coperti da una vetrata.
La facciata esterna è ricoperta di tessere colorate di mosaico, e sono intuibili le straordinarie forme fantastiche che la caratterizzano.

Disabili-com: la facciata esterna di Casa Battlò 
Casa Battlò - facciata esterna

Il tema di questa casa è la lotta tra San Giorgio e il drago: pare che la croce posta sulla sommità della torretta del tetto, vada a conficcarsi nella colonna vertebrale dell'animale fantastico.
Le tegole policrome simboleggiano le scaglie della sua pelle e la bordura, il suo scheletro.
I balconi sono adornati con sottili colonnine a forma di ossa e i balconi, con motivi in ferro battuto, richiamano bocche aperte e denti aguzzi.

Disabili-com: un particolare delle porte di Casa Battlò 
Casa Battlò - particolare delle porte

L'appartamento, a cui Gaudì dedicò particolare attenzione, non ha più la tradizionale divisione in singole stanze, ma gli interni si fondono l'uno nell'altro... ed anche all'esterno sono assenti linee rette o spigoli, e il tutto sembra quasi la "struttura di una cellula organica".
Vi consiglio di visitarla… è meravigliosa, una casa da sogno!
La Casa è accessibile ai portatori d'handicap.
Casa Batlló (1904-1906)
Pg. de Gràcia, 43
Tel. 934 880 666
Fax  934 883 090
Sito web
www.casabatllo.es
E-mail
informacion@casabatllo.es

Casa Milà, meglio conosciuta come Pedrera (cava di pietra), è l'ultimo progetto civile che Gaudì realizza nella sua Barcellona.
La Pedrera si differenzia delle altre opere di Gaudì per la sua grandezza.
Gaudì abbandona qui le splendide decorazioni in ceramica, che in casa Battlò avevano raggiunto un così alto effetto estetico, sostituendovi una facciata porosa di pietra che sembra erosa dall'azione del vento di migliaia di anni.
Costruita su un lotto angolare, la facciata segue il profilo delle strade diventando arrotondata.

Disabili-com: Casa Milà 
Casa Milà

La Pedrera racchiude un interno complesso con due cortili, uno circolare e l'altro ovale, dai quali si dipartono rampe di scale che conducono ad ambienti alveolari, come in un gigantesco alveare, con le pareti che mano a mano si allargano verso l'altro, per cercare di raccogliere quanta più luce possibile per i piani bassi dell'edificio.

Disabili-com: il cortile interno di Casa Milà 
Casa Milà - Cortile interno

In questa casa non c'è simmetria: le proiezioni orizzontali dei singoli piani si differenziano l'una dall'altra.
Gaudì riesce ad ottenere tale strutturazione dello spazio solo grazie alla rinuncia dell'uso di muri portanti: tutto poggia su una molteplicità di pilastri e travi.
Ma l'elemento sicuramente di maggior effetto, davvero inaspettato e straordinario, è il tetto: è un grande spazio camminabile, percorso da scalette e gradini che seguono i saliscendi, sorvegliato da torrette e comignoli con la testa di guerrieri.

Disabili-com: i camini di Casa Milà 
I Camini di Casa Milà

La Casa è accessibile ai portatori d'handicap: un ascensore vi porterà ai piani superiori, ma gli spostamenti sono di sicuro più difficili sul tetto per la presenza dei numerosi scalini (v. foto).
Casa Milà, "La Pedrera" (1906-1912)
Pg. de Gràcia, 92
Tel.  934 845 995
Fax  934 848 840
E-mail
fcc@funcaixacat.es

E non è ancora tutto...
Nei quartieri nord-orientali di Barcellona, alle pendici del monte Tibidabo, si trova una delle realizzazioni più scenografiche e insieme complesse di Gaudì: Park Guell, vasto e famoso giardino.
Il conte Guell, suo committente, voleva realizzare un nuovo progetto di modello urbanistico.
Aveva pensato, perciò, il Parco come luogo ricreativo per una colonia operaia di 60 abitazioni, seguendo il modello delle città-giardino inglesi.
Nel crearlo, Gaudì si abbandonò all'immaginazione più libera, riproducendo la ricchezza strutturale e decorativa di un paesaggio naturale: grotte, fontane, filari di colonne-albero e volte artificiali di roccia.
L'entrata è collocata tra due padiglioni riccamente decorati da ceramiche colorate.

Disabili-com: l'entrata di Park Guell 
Park Guell - Entrata

Disabili-com: il tempio in stile dorico di Park Guell 
Park Guell - particolare del Tempio in stile dorico-floreale


Subito dopo, una scalinata adornata da fontane ed elementi decorativi, porta al grande tempio in stile dorico-floreale il cui tetto diventa un ampio piazzale in cui sostare.

Disabili-com: il lucertolone sulla scalinata 
Il lucertolone sulla scalinata

La parte superiore del tempio è bordata da un motivo mosso, che diventa una lunga serie di sedili, decorati da ceramiche policrome, su cui riposare.
All'interno del Parco, organizzato a labirinto e terrazzato, sono presenti numerosi elementi architettonici, che si confondono con il verde selvaggio e lussureggiante e che collegano e confondono l'opera umana con quella della natura (della divinità), elementi caratteristici di Gaudì.
Qui, infatti, trova piena realizzazione una delle idee ricorrenti più ossessive del Maestro: il ritorno all'origine.
Tutte le costruzioni del parco sembrano uscire dal terreno in seguito ad un fenomeno di sconvolgimento naturale, che l'artista definì evidenza tellurica, come se un terremoto avesse provocato una sollevazione del terreno e creato dal nulla le costruzioni presenti.

Disabili-com: le panchine di Park Guell 
Park Guell - particolare delle panchine

Vi divertirete di sicuro a visitare il Parco, anche se non sempre può risultare facile per la presenza di scale e di sentieri in salita e in discesa, ma anche qui vale la pena farci un salto!
Un consiglio: fatevi accompagnare all'ingresso se possibile, la strada che porta  al parco è tutta in salita!
Park Güell (1900-1914)
Olot, s/n
Tel. 932 130 448 (Park Güell) - 934 132 400 (Parchi e Giardini)
Orario: novembre-febbraio  10.00-18.00.
 Maggio-agosto: 10.00-21.00.
 Marzo e ottobre: 10.00-19.00
 Aprile settembre: 10.00-20.00.

Il consiglio è di lasciare per ultima la visita alla Sagrada Familia, l'incompiuta cattedrale che porta dentro sé tanti segreti e misteri, con le sue facciate così differenti l'una dall'altra e piena di simbologie apparentemente incomprensibili.

Disabili-com: Sagrada Familia 
Sagrada Familia

Un'esperienza fantastica, ma sconsigliata a chi soffre di vertigini, è la salita su una delle torri da dove si può vedere completamente l'interno del cantiere, del quale bisogna dire che lo stesso Gaudì aveva previsto la "necessaria" incompiutezza, in quanto progettato come tempio espiatorio che trova la sua ragion d'essere nel tendere al riscatto della colpa, più che nell'ottenerlo.
Noi siamo saliti a piedi, a passo di lumaca, visto il numero incredibile di turisti presenti: c'è anche un ascensore che porta in cima, ma non sono riuscita a capire se anche un disabile in carrozzina possa usufruirne (penso sia difficile, comunque, vista poi la struttura delle due torri).

Disabili-com: panoramica dalla Sagrada Familia 
Panoramica dalla Sagrada Familia... valeva o no la pena di salire?

Il tempio fu progettato da Antoni Gaudì che, nel 1882, sostituì il precedente architetto, suo maestro, incaricato inizialmente dell'opera.
Gaudì ha concepito un enorme edificio di stile modernista, organizzato in tre facciate (lui è riuscito a portarne a termine una), sette navate e numerose torri.
Alla sua morte, i suoi progetti furono ricostruiti dai collaboratori ed amici più fedeli.
L'opera testimonia nel modo più eloquente (sia nella serie successiva dei disegni e dei bozzetti di studio, sia nelle parti via via eseguite) il percorso di ricerca di Gaudì, nel passaggio dalle forme gotiche della cripta, a quelle drammatiche, "naturalizzate" della parte inferiore e superiore del transetto, fino alla delirante facciata orientale della Natività.
Attualmente la Sagrada Familia consta di sole due facciate (Natività, Passione e Morte), dei fianchi, di parte dell'abside e del transetto sinistro; manca completamente il tetto.
Se, infatti, l'edificio all'esterno sembra quasi compiuto, una volta entrati vi troverete all'interno di un vero e proprio cantiere.

Disabili-com: il Cantiere Sagrada Familia
 Il cantiere Sagrada Familia

La facciata della Natività è straordinariamente decorata da gruppi scultorei rappresentanti la nascita di Gesù e, ancora, come in tutta l'opera di Gaudì, sono frequenti i richiami ricorrenti agli elementi della natura, come numerose specie di piante e di animali.
Le quattro altissime colonne, traforate come termitai, incrostate di statue e di forme fantastiche, slanciano la cattedrale in alto, verso il cielo.
La seconda facciata esistente, inaugurata nel 2000, è stata realizzata dall'architetto settantaduenne Subirachs, che si è parzialmente ispirato al progetto iniziale di Gaudì, dandone però un'interpretazione assolutamente personale.

Disabili-com: particolare della Sagrada Familia, i 'pomodori' 
Altro particolare della Sagrada: non sembrano anche a voi dei pomodori…?

La costruzione del tempio procede a ritmi lentissimi data l'enormità dei costi di realizzazione (la Sagrada Familia continua a venire realizzata solo grazie alle offerte dei fedeli).
Per il 2007 è previsto il completamento del tetto, mentre per la chiusura dei lavori si prevede, ancora, almeno mezzo secolo!
È possibile visitare l'interno del Tempio e il Museo, in cui sono esposti plastici, fotografie, piantine ed oggetti di decorazione.
È inoltre possibile ripercorrere la vita dell'architetto e farsi un'idea delle opere che realizzò.
Templo Expiatorio de la Sagrada Família (1883-1926)
Mallorca, 401
Tel.  932 073 031
Fax  934 761 010
Sito web
www.sagradafamilia.org
E-mail
informa@sagradafamilia.org
Orario: da ottobre a marzo dalle 9.00 alle 18.00.
Da aprile a settembre dalle 9.00 alle 20.00
 
Mi raccomando... se amate l'arte dovete visitare il Museo Picasso, ma non fate come noi che, non avendo fatto caso agli orari, siamo arrivati troppo tardi... ed era l'ultimo giorno a nostra disposizione prima del ritorno a casa!
Vi sono ospitate collezioni di dipinti, disegni e bozzetti dei primi anni della vita artistica di Pablo Ricasso.
La collezione è particolarmente ricca dei dipinti realizzati durante l'infanzia e dei periodi blu e rosa (1890 - 1904).
Ci sono anche molti disegni, sempre fatti quand'era piccolo, e i primi quadri importanti all'olio.
Dalla sua relazione con i pittori moderni di Barcellona dell'inizio del secolo, il Museo conserva degli abbozzi, delle carte, e anche dei menù del famoso caffè "Els Quatre Gats", il suo primo lavoro pagato.
La Collezione ospita anche delle sculture in ceramica e dei manifesti appartenenti a varie epoche.
Il Museo, che occupa tre palazzi della via Montcada, si trova in uno dei quartieri dei più piacevoli della città, quello della Ribera.
Museu Picasso 
Address: C Montcada, 15*23
Ciutat Vella
Tele. 933196310
Fax 933150102
Sito web
www.museupicasso.bcn.es 
E-mail
museupicasso@mail.bcn.es

Disabili-com: il cortile del Museu Picasso 
Il cortile del Museu Picasso

Vabbè, non abbiamo mica fatto solo i turisti...
Barcellona, infatti, è conosciuta per la movida, per il ritmo serrato, che la rendono una delle più vive Città d'Europa.
Così, quando arriva la sera, Barcellona si prepara ad accogliere le centinaia di persone che fino all'alba affollano ristoranti, caffè, pub, discoteche e locali di ogni genere.
Prima di immergersi nella movida di Barcellona, è meglio chiarirsi le idee e scegliere una delle mille opportunità che la città offre... puntando l'attenzione sulle zone "giuste".

A Barcellona, infatti, ci sono locali sparsi un po' dovunque ma, come accade in molte altre Città europee, ristoranti, pub e discoteche si concentrano in aree ben precise.
Quante volte abbiamo sentito parlare del Barrio Gotico!
Non a caso in questo quartiere, che si sviluppa attorno ai viali delle Ramblas, decine di locali si aprono nella fitta ragnatela di vicoli e stradine.
... Noi, però, l'abbiamo capito solo alla fine della nostra vacanza!

È qui che può iniziare la serata, magari in un pub per bere qualcosa prima di cena.
Del pub inglese però hanno adottato solo il nome, per il resto hanno un identità tutta latina.
In questi locali, già pieni alle nove di sera, ci si incontra per un appuntamento, per scambiare due chiacchiere mentre si beve e si ascolta musica.
Ma, dopo il pub, andare in uno dei ristoranti del Barrio Gotico non é una cattiva idea.
Non c'é che l'imbarazzo della scelta... e la nostra scelta è caduta - del tutto casualmente - su un locale di Barcellona di lunghissima tradizione, "Los Caracoles".
Ve lo consiglio: il locale è un labirinto di stanze, una più bella dell'altra, con appese alle pareti foto di personaggi famosi che vi si sono recati... si va da Vittorio De Sica, a Ingrid Bergman e Roberto Rossellini, a Jackeline Kennedy... per citarne solo alcuni!
E poi, si mangia benissimo, si beve altrettanto bene e, soprattutto, non siamo stati spennati, anzi, il prezzo è più che onesto!
Insomma, non dovete perdere questo ristorante: ambiente, paella e crema catalana da 110 e lode!!!
Los Caracoles
Carrer Escudellers , 14
08002 Barcelona

Ci si può altrimenti spostare a Borne, una zona fino a pochi anni fa poco frequentata e adesso piena di vita.
Molti giovani ora scelgono di vivere qui, aprono nuove attività e quest'angolo del quartiere è diventato una meta sempre più ambita dalla gente della notte.
I ristoranti non mancano: si può scegliere se mangiare piatti tipici catalani, gustare cucina internazionale o provare delle tapas come quelle preparate a La Estrella de Plata.
Questo locale, in Plaça Palau, é uno dei molti che ormai prepara tapas innovative, aggiungendo cioè qualcosa in più alle ricette della tradizione basca, già creativa di per sé.
Cosa sono le tapas? È bene saperlo prima di andare in Spagna.
Sono piatti tipici serviti in piccole porzioni al banco o al tavolo (l'origine del nome la ricollega all'usanza di coprire - tapar - l'aperitivo appoggiando una tartina o una fetta di prosciutto sul bicchiere).
Ma le tapas rappresentano soprattutto uno stile nel mangiare: é il piacere di assaporare gusti diversi, passando dall'uno all'altro senza doversi per forza saziare con un'unica pietanza.
E dobbiamo rimanere sempre a Borne se dopo cena abbiamo vogliamo bere i cocktail più buoni di Barcellona.
Qui si trovano i bar che preparano da sempre i miglior mojito e caiperiña della città.
Ma anche Port Vell e Port Oimpic sono pieni di gente, forse l'ambiente é più caotico che al Barrio Gotico, e notiamo che la maggior parte delle persone sono ragazzi giovani.
Il motivo é chiaro: a Port Vell come a Port Olimpic ci sono molte discoteche, intramezzate da bar e ristoranti, con le piste sempre piene.
Per entrare non si paga il biglietto e una volta dentro si può assistere a spettacoli, ascoltare musica di genere diverso, andare nelle sale giochi.
Se, alla fine della serata, non vi sarete lasciati scappare nessuna delle occasioni offerte dalla movida di Barcellona, vi accorgerete che é l'alba...
Ma sono sicura che sarà possibile trovare ancora dei bar aperti, dove gli instancabili del divertimento si incontrano per bere l'ultimo bicchiere.
Se, però, la sera non avrete niente da fare, passeggiare per l'elegante viale de Las Ramblas, sarà comunque un'esperienza unica.
In più, trovandosi a due passi dal mare, si potrà proseguire la passeggiata lungo la spiaggia.
 
All'inizio di questa forse fin troppo lunga Relazione, vi avevo preannunciato che non sapevamo che cosa ci avrebbe riservato la sorte...
Beh, ve lo dico ora: siamo stati derubati!
Barcellona è una città sicura? Presumo di sì, ma bisogna fare molta attenzione, perché i turisti sono molto ambiti dai borsaioli catalani.
Una situazione tipica? I borseggiatori approfittano della solidarietà istintiva: una signora simula una caduta e, mentre vi distraete per aiutarla, il complice vi sfila il portafoglio.
Un altro sistema è quello usato dalla cosiddetta "banda dei peruviani", le vittime in questo caso sono i turisti motorizzati: vengono superati da un'auto i cui occupanti invitano con cenni concitati a fermarsi sul ciglio della strada, indicando un supposto problema alla vettura.
In un momento gli amabili individui si trasformano in pericolosi delinquenti, che portano via tutto il possibile ai malcapitati che hanno creduto nel guasto o nella ruota bucata.
Non vi voglio spaventare, è ovvio! Gli episodi di violenza non sono frequenti ed i casi descritti fanno parte della quotidianità della maggior parte delle grandi Città europee.
Certamente è necessario e consigliabile, a chiunque decida di recarsi come turista a Barcellona o in un'altra località, seguire quel minimo di norme di sicurezza preventiva che permetteranno di evitare un furto o, per lo meno, di limitarne i danni.
Alcuni semplici esempi: non passeggiare con portafogli in tasche facilmente accessibili, né con borse che dondolano dalla spalla, mai tenere addosso grosse quantità di denaro, distribuirlo in varie tasche e tra i diversi componenti del gruppo.
Non tenere i documenti nello stesso portafoglio dove si tiene il denaro, viaggiare con passaporto e Carta d'identità e lasciare uno dei due in albergo.
A Barcellona, come nella maggior parte delle città spagnole, trovate moltissimi sportelli automatici: in generale non è pericoloso fare un prelievo, sebbene sia consigliabile optare per zone frequentate e chiudere la porta sino al termine dell'operazione, la quale sarà un po' piú lunga, almeno la prima volta, quando si tratterà di capire come funziona lo sportello automatico.
Se vi fermate in una cabina per telefonare, è meglio non perdere di vista il bagaglio e non appoggiare il portafoglio sul ripiano: le cabine della Plaza de Cataluña, delle Ramblas e in genere del Centro, sono quelle su cui si fissa l'attenzione dei delinquenti, pronti a intervenire alla minima distrazione.
La metropolitana non è pericolosa, bisogna stare attenti ai borsaioli, questo sí, soprattutto quando si salgono o si scendono le scale, o quando i vagoni sono pieni, però niente a che vedere con certi luoghi comuni (giustificatissimi per altre città) sui pericoli e la violenza dilagante nelle linee di trasporto sotterranee.
Tra l'altro l'orario della metropolitana barcellonese è piuttosto ridotto: nei giorni feriali chiude i battenti alle 23.

Disabili-com: la metropolitana di Barcellona 
La Metropolitana di Barcellona

Un trucco dei borseggiatori che agiscono nella metropolitana e negli autobus è quello di tenere su un braccio una giacca piegata, che appoggiano delicatamente coprendo la mano che fruga nella borsetta.
Le zone della città dove è necessario stare piú attenti del solito sono anche quelle più collegate al turista: per cui state attenti, quando uscite da un museo, quando vi fermate a guardare un monumento o quando fate capannello attorno a una statua umana o a un artista dei tantissimi che si esibiscono nelle strade del centro di Barcellona.
Se vi avventurate nel Raval (a destra delle Ramblas) o nella Ciutat Vella, a sinistra e a sud della Cattedrale, lo stesso aspetto delle strade vi metterà sull'avviso, eppure si tratta di zone assai meno pericolose della maggior parte dei quartieri malfamati, ahinoi! sempre presenti nelle grandi città italiane.
Insomma, con un minimo di precauzioni nessun ladro amareggerà le vacanze a Barcellona.

Buono a sapersi per il prossimo viaggio a Barcellona, che dite?

INFO

Come servirsi del servizio di autobus
TMB
dispone di una vasta gamma di autobus adattati per persone disabili in sedia.
Potete prendere visione sul sito delle linee d'autobus adattate per disabili motori.
Se vi trovate alla fermata, all'avvicinarsi dell'autobus, fate un segnale all'autista: questi, alla fermata, attiverà la rampa d'accesso posizionata sotto la porta centrale.
Una volta saliiti, è consigliabile procedere all'area riservata ai portatori d'handicap.
Quando vorrete scendere, segnalatelo all'autista premendo il bottone blu vicino alla porta d'uscita
Quando l'autista si fermerà allo stop, attiverà la rampa per permettervi di scendere facilmente.
Sito web www.tmb.net/eng/home.htm
 
Lo stesso vale anche per la metropolitana, che vi permetterà di girare in lungo e largo tutta la città: le stazioni accessibili sono segnalate (v. sito web www.tmb.net/wltmb/web/eng/metro/metro.jsp).

Disabili-com: ascensore accessibile per accedere alla metropolitana 
Un ascensore accessibile per l'ingresso in Metropolitana


Uffici Turistici a Barcellona

Palau Robert - P° de Gracia, 107
Tel. 932384000
Fax 932384010

Aeropuerto del Prat Terminal A
Tel. 933255829 - 934784704

Terminal B
Tel. 934780565 - 934780568
Fax 934784736

Plaza de Cataluña, 17 - S
Tel. 906301282 - +34 933043421
Fax. 933043155

Pl. De Països Catalans, s/n - L'Estació de Sants
Tel. 934914431
Fax 934232649


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