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GERMANIA - Floriana

 
 

GERMANIA
25 luglio - 14 agosto 2004
Floriana


Relazione

A farla da padrona, in questa vacanza è stata l’acqua!
No, non intendevo la pioggia... per nostra fortuna ha piovuto pochissimo e solo gli ultimi giorni.
Il filo conduttore di tutto il viaggio sono stati i fiumi, i canali, il mare.
Ivana voleva scoprire il Reno e i suoi affluenti, io ero affascinata dal Nord.
Risultato? Siamo partite dalla Foresta Nera, dove nasce il Danubio, e siamo arrivate fino al Mar Baltico.
Quasi 6000 km di scoperte affascinanti e inattese.
Questa volta, a differenza dell’estate scorsa, il viaggio è stato pianificato quasi per intero da casa, solo un paio di tappe brevi sono state lasciate al “destino”.
Internet l’ha fatta da padrone, tutti gli alberghi sono stati rintracciati tramite vari link che ho elencato, alla fine di questa relazione, in caso di bisogno.
Un consiglio spassionato: se non conoscete il tedesco evitate di farvi aiutare da amici vari per scrivere comunicazioni in quella lingua, perché (esperienza personale) poi gli albergatori vi rispondono tranquillamente in tedesco, voi dovete rivolgervi nuovamente ad amici e parenti e... non sempre il risultato finale è una comprensione piena.
La lingua inglese è universalmente conosciuta e anche più facile da comprendere!

Abbiamo cercato di prenotare alberghi accessibili, ma non sempre, a conti fatti, anche se avevano il simbolino dell’accessibilità, si sono rivelati idonei.
Caso eclatante è stato lo Spielweg Romantik Hotel a Münstertal, nella Foresta Nera.

Lo Spielweg Romantik Hotel a Münstertal 
Lo Spielweg Romantik Hotel a Münstertal

Lo si può definire tranquillamente un albergo a quattro stelle, sia per i servizi che offre, sia per il prezzo, ma pur essendo dichiarato accessibile, il gabinetto in camera era a dir poco... impraticabile.
Comunque, tralasciamo per ora questi dati tecnici, di cui parlerò più approfonditamente quando elencherò gli ALBERGHI, e incominciamo il nostro viaggio.

Lasciato il valico di frontiera di Como, la nostra prima tappa sono le cascate del fiume Reno a Schaffhausen, in Svizzera.

La cittadina di Schaffhausen 
La cittadina di Schaffhausen

Molto suggestive, ma decisamente poco praticabili se si è su una carrozzina... forse abbiamo sbagliato il punto panoramico, ma non siamo riuscite a trovare una postazione da cui poter scendere con la carrozzina verso il fiume ed ammirare le cascate, senza fare impossibili scalinate nella roccia. Ci dirigiamo, perciò, all’omonima cittadina per un breve spuntino e poi andiamo direttamente a Münstertal, dove pernotteremo per tre notti.

Il verde di Münstertal 
Il verde di Münstertal

Questa località si trova in una delle zone più belle della Foresta Nera... immersa nel verde, tra abitazioni molto caratteristiche e... è proprio nel centro della “via del formaggio”... a colazione ce ne facevamo una scorpacciata!
Da questo punto abbiamo raggiunto Donauenschingen: nel parco del Castello, proprio sotto la chiesa parrocchiale... troviamo la sorgente del Danubio (accessibile da un cancello a destra della chiesa, ma trovato chiuso quel giorno, forse a causa dei preparativi per una manifestazione floreale che si stava preparando all’interno del parco).

Il giorno successivo ci dirigiamo verso Friburgo, bella cittadina molto dinamica e ordinata...

Friburgo 
Friburgo

Un piacere passeggiare tra tutti quei vicoli, e nella piazza della cattedrale i tiene uno stupendo mercato... pieno di colori e profumi!

Il mercato di Friburgo 
Il mercato di Friburgo

Partiamo poi per la nostra successiva tappa, Bad Rappenau, sulle rive del Fiume Neckar.
Ci fermeremo quattro notti.
Facciamo tappa durante il viaggio a Strasburgo, già visitata l’inverno scorso.

Strasburgo 
Strasburgo

Vi posso garantire che vista in inverno sotto la neve e poi in estate, con il sole e tutti i fiori ai balconi... sembrano due città completamente diverse!

Strasburgo fiorita 
Strasburgo fiorita

Da qui partiamo per visitare innanzitutto Heidelberg.

Heidelberg 
Heidelberg

Cittadina universitaria con un magnifico castello... molto romantico...
Passeggiare lungo le sue strade è molto divertente, ci sono molti studenti che bighellonano qui e là e l’atmosfera è molto goliardica. L’acciottolato non è però dei migliori.

Il ponte di Heidelberg 
Il ponte di Heidelberg

Altra tappa è al Castello di Ludwigsburg, vicino a Stoccarda.  
Il complesso è interamente accessibile e merita senz’altro una visita.
Lo si può sicuramente paragonare a Schonbrunn a Vienna.

Castello di Ludwigsburg 
Castello di Ludwigsburg

La visita (in tedesco) è durata quasi due ore e abbiamo passato minuziosamente tutte le stanze della residenza, comprese quelle della servitù.

Un piccolo aneddoto: come al solito l’ascensore è nascosto nei punti più impensati e per raggiungerlo occorre passare attraverso vari locali dismessi e adibiti a magazzino... al ritorno la guida ci accompagna fino al pian terreno e poi ci lascia proseguire da sole... peccato che la porta d’uscita fosse chiusa.
Ivana ha dovuto scavalcare una finestra per andare a chiedere aiuto!
Anche il Parco è molto bello: una parte è adibita a giardino, con delle ricostruzione di giochi in legno e giostre dei secoli passati, e una invece a parco divertimenti per i bambini, con percorsi a tema tutti imperniati sulle favole.
Non molto distante si trova anche il castello di Monrepos, con un bel laghetto e una passeggiata lunga più di due chilometri che lo costeggia.
Lo abbiamo percorso tutto, alla ricerca di qualche punto panoramico per scattare qualche fotografia.

Castello di Monrepos 
Castello di Monrepos

Il giorno successivo si va a Baden-Baden, nell’Ottocento famosissima cittadina termale, che ancora oggi mantiene una certa atmosfera un po' decò...
Decidiamo di concederci una giornata di totale relax alle Terme di Caracalla.
La struttura è moderna e perfettamente accessibile.
Si accede direttamente dal parcheggio sotterraneo, che porta anche ai resti delle Terme romane o si accede dalla piazza soprastante.
I locali interni sono strutturati per accogliere persone disabili: ci sono delle cabine spogliatoio più larghe, un bagno accessibile con doccia e tutto l’occorrente e la piscina interna ha un muretto alto circa 50 cm.
Che permette facilmente il passaggio all’acqua. Veramente una goduria!!!

Sempre seguendo in linea teorica il corso del Fiume Reno, saliamo e ci dirigiamo verso Alf, sul fiume Mosella, esattamente a metà strada tra la città di Coblenza e Treviri.
Pernotteremo in questo paese per cinque notti.

Valle della Mosella - Bernkastel-Kues 
Valle della Mosella - Bernkastel-Kues

Sulla strada ci fermiamo a Worms, per visitare la cattedrale dove Martin Lutero affisse le sue famose “Tesi” (breve nota storica: nel 1521 l'imperatore Carlo V invitò Lutero a ritrattare le sue tesi: rifiutatosi, venne messo al bando, e in seguito scomunicato).

La Mosella è stata decisamente una magnifica sorpresa.
Il paesaggio che ci circonda è spettacolare, distese di colline ricoperte di vigneti (in questa regione si produce il Riesling), paesini come usciti da una favola di Andersen.
Un’admosfera di totale relax. Il luogo ideale per una vacanza famigliare.

Panorama del Fiume Mosella 
Fiume Mosella... che panorama!

Per gli amanti delle vacanze in camper: in quasi tutti i paesi sulle sponde della Mosella ci sono luoghi adibiti a sosta libera per i camper.
Inoltre, c’è una strada ciclabile che costeggia il fiume da Costanza fino a Treviri (quasi 100 Km).
Il giorno successivo al nostro arrivo lo dedichiamo all’esplorazione dei paesini nei dintorni: uno più bello dell’altro.
Hanno dei nomi impronunciabili, ma sono indimenticabili.
Visitiamo poi Treviri, città natale di Carl Marx, ma anche una delle città più antiche della Germania.

Treviri 
Treviri

Il suo emblema è la Porta Nigra, porta originale romana, che fu successivamente fatta diventare una chiesa e poi ritrasformata in porta di accesso alla città.

la Porta Nigra di Treviri 
La Porta Nigra

Proprio a fianco di quest’ultima si trova l’Ufficio del Turismo e nel piazzale di sono dei parcheggi riservati.
E’ molto facile passeggiare per le vie di questa città: l’acciottolato è molto regolare e non ci sono dislivelli tali da impedire che una carrozzina si muova anche in autonomia.
Oltre alla cattedrale, è molto interessante visitare la Chiesa di Nostra Signora (proprio a lato della cattedrale), e si possono poi percorrere le strade interne dirigendosi verso il Palazzo dei Principi Elettori, passando dalla casa natale di Marx per poi ritornare alla Porta Nigra.

il Palazzo dei Principi Elettori di Treviri 
Il Palazzo dei Principi Elettori

Siamo quindi partite alla volta di Magonza: oltre alla solita passeggiata nel centro storico, abbiamo visitato il Museo Gutenberg,dove è esposta la Bibbia 42, ovvero il primo libro stampato.
La visita è stata proprio interessante: oltre a libri stampati molto antichi vi si trovano incunaboli, macchine per la stampa di tutti le epoche... una sezione è dedicata ai metodi di scrittura di tutto il mondo.
Il museo è interamente accessibile.

Magonza 
Magonza

Al rientro abbiamo percorso un tratto di strada che costeggia il Reno, passando davanti alla roccia chiamata Loreley.
L’ultimo giorno di soggiorno sulla Mosella è dedicato interamente ad una gita in battello sul fiume. L’idea di fare una battellata c’era fin dalla nostra partenza, ma all’inizio si pensava di farla sul Reno.

Fiume Reno 
Fiume Reno

Poi, vista la morfologia dei due fiumi, abbiamo constatato che era molto più accessibile il primo.
Il Reno ha delle rive più alte, in cemento e per accedere ai battelli bisogna scendere delle scalette non certo accessibili.

Un'altra immagine del fiume Reno 
Un'altra immagine del fiume Reno

La Mosella, al contrario, ha delle rive che arrivano a filo dell’acqua e, per salire sui battelli, basta percorrere un pontile che ti porta direttamente al battello (mi vengono in mente i vaporetti di Venezia, la tecnica è la stessa). 

Fiume Mosella 
Fiume Mosella

Il battello che abbiamo preso noi e che da Alf ci ha portate a Cochem in circa 3 ore (passando 2 chiuse) si chiamava Stantd Zell.

Cochem 
Cochem

Appena salite si poteva accedere alla zona coperta scendendo 2 gradini, o al ponte posteriore salendone 5.
Sia il ponte che la zona coperta erano molto spaziosi.
Lasciata a malincuore Alf, saliamo fino ad Aquisgrana (Aachen in tedesco).
Arriviamo che è quasi sera, ci sistemiamo e ceniamo in albergo e poi andiamo a Monschau, paesino molto particolare, costruito in una stretta valle, con le case a graticcio e i tetti  interamente in pietra grigia.

Monschau 
Monschau

E’ molto bello, ma qui il selciato è veramente qualcosa di impossibile!
La fatica che si è fatto per percorrere quelle centinaia di metri che ti portano nel cuore del paese sono una cosa indescrivibile... e nemmeno i marciapiedi sono da meno!
E’ molto attrezzato per quanto riguarda i parcheggi appena fuori il centro urbano, ma il mio consiglio è quello di entrare il più possibile con la macchina per parcheggiare vicino alla piazza.
Il giorno successivo è tutto dedicato ad Aachen: ad essere sinceri mi ha un po’ deluso...
Essendo la capitale dell’Impero di Carlo Magno, mi ero immaginata qualcosa di più maestoso,  comunque non sono da perdere la Cappella Carolingia nel Duomo e il Museo della Cattedrale dove è conservata, tra l’altro, la corona di Carlo Magno e altri pezzi unici del '200 e del '300.
Anche la Rathaus (il Municipio) doveva essere qualcosa di veramente unico, ma una doppia scalinata impediva l’accesso dall’entrate principale e, a quanto pare non c’è un’entrata alternativa per i disabili (la cosa mi sembra alquanto strana, ma è ciò che hanno detto a Ivana all’entrata).
Ormai stanche di bighellonare, ci dirigiamo in un paesino poco lontano, con l’intento di fare un po' di acquisti... peccato che è sabato e... i negozi al pomeriggio sono chiusi!

Si riparte nuovamente.
La nostra ultima destinazione sarà Rotenburg/Waffensen, esattamente a metà strada tra Brema e Amburgo.
I chilometri da percorrere sono molti, così verso metà tragitto ci fermiamo per un paio di ore a Münster, città in cui venne firmato il Trattato di Vestfallia che sancì la fine della guerra dei Trentanni.

Münster 
Münster

Soggiorniamo a Rotenburg quattro notti.
Il primo giorno siano andate a Brema: un po' caotico raggiungere il centro storico, ma ne è valsa veramente la pena.
Parcheggiamo vicino alla Piazza del Municipio, visitiamo la cattedrale, scattiamo una foto al monumento a Rolando, poi percorriamo la Böttcherstraße, strada stretta che un tempo collegava il porto fluviale direttamente alla piazza, e che oggi è diventata un centro culturale con musei, negozi e ristoranti.

Brema 
Brema

Raggiungiamo infine il “Rione Schnoor”: un angolo “romantico” in piena città, un quartiere antico con molte case a graticcio e piccoli cortili con negozietti molto simpatici.
Prima di partire ritorniamo un’ultima volta nella Piazza del Mercato per salutare i Musicanti di Brema.

I musicanti di Brema 
I 'Musicanti di Brema'

Il giorno successivo ci dirigiamo verso Lubecca, la Signora della Lega Anseatica.

Lubecca 
Lubecca

La parte vecchia della città è circondata da un canale: per accedervi bisogna passare l’Holstentor.
Ci dirigiamo poi verso la zona pedonale, ed entriamo nella chiesa di S.Maria ricostruita quasi completamente dopo i bombardamenti nella Seconda Guerra Mondiale: ospita un orologio astronomico (del 1500) e le campane (spezzate) che precipitarono durante i bombardamenti della Royal Air Force, sono conservate come monito e simbolo di pace.

il Municipio di Lubecca 
Il Municipio di Lubecca

Dopo aver visitato anche il Duomo, ritorniamo alla macchina e, per evitare di fare una discesa piuttosto ripida, spostiamo la macchina nei pressi del canale.
Da lì arriviamo fino all’Holstentor, dove scattiamo un intero servizio fotografico.

l'Holstentor di Lubecca 
L'Holstentor

Lasciata Lubecca saliamo ancora più a Nord e raggiungiamo il Mar Baltico e un classico paesino balneare.
C’era un vento decisamente fastidioso, ci saranno stati al massimo 17-18° ma la spiaggia era invasa dai villeggianti, e anche in mare non c’erano poche persone.
Noi abbiamo semplicemente fatto un giro sul molo, scattato qualche foto e poi di corsa in macchina.

Una spiaggia del Mar Baltico 
Una spiaggia del Mar Baltico

L’ultimo giorno saliamo verso nord-ovest e raggiungiamo il Mare del Nord.
Prima tappa a Stade: doveva essere una visitina veloce ad un paesino indicato come caratteristico sulla mia cartina stradale.
Risultato: ci siamo fermate mezza giornata perché era veramente caratteristico!
Un paese collegato al mare da un canale che arriva direttamente fino alla piazza, un paranco in legno e un vascello ancorato alla fine del canale.

Stade 
Stade

Case del ‘500 e ‘600 ancora perfettamente conservate, guide turistiche in abito tradizionale ti accompagnano nei punti più caratteristici e ti raccontano la storia della città.
Peccato che il tempo cominciava a guastarsi e non faceva più molto caldo.
Lasciata Stade ci dirigiamo verso Cuxhaven per dare un salutino al Mare del Nord.

Una spiaggia del Mare del Nord 
Una suggestiva immagine del Mare del Nord

Qui, a differenza del giorno prima, la marea era molto bassa e il mare... quasi quasi non lo abbiamo visto!
In compenso, si poteva tranquillamente passeggiare sulla sabbia e raccogliere conchiglie.
Abbiamo trovato anche un piccolo negozio che vendeva ambra e... finalmente abbiamo fatto spese! 

Il giorno successivo si riparte, questa volta per tornare verso casa.
Faremo ancora due soste, per spezzare il viaggio.
La prima a Würzburg, dove facciamo giusto in tempo a visitare la residenza barocca (definita la più bella della Germania) prima di un super temporale.

Würzburg 
Würzburg

La seconda, e ultima, è ancora una volta a Baden-Baden. Non volevamo lasciare la Germania senza aver fatto ancora una volta un tuffo nella mitica piscina delle Terme di Caracalla.

Baden-Baden 
Baden-Baden

La pioggia ormai non ci abbandona più, anche il giorno successivo, quello del rientro comincia con un “diluvio universale” che inzuppa Ivana, impegnata nelle manovre di carico bagagli, fino alle ossa.

Verso mezzogiorno il cielo si apre un po': facciamo una breve sosta a Lucerna, in Svizzera, e poi via di nuovo verso casa.

Lucerna 
Lucerna

Fiori a Lucerna 
Fiori a Lucerna


Attraversato il traforo del S.Gottardo, ecco il sole!
La frontiera è ormai vicina.
La vacanza è finita, ma noi siamo molto soddisfatte.
Abbiamo visto luoghi molto interessanti e nello stesso tempo non ci siamo “ammazzate” di fatica.
E' stata una vacanza all’insegna del relax.
Pensiamo proprio di ritornare in Germania... dopotutto ci sono ancora tante cose da vedere!
Un simpatico saluto a tutti e, arrivederci alla prossima vacanza!

Floriana

La nostr previdente Floriana ha pensato proprio a tutto... controllate le utilissime indicazioni che ha fornito per ALBERGHI e LINK!


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