VISITE FISCALI A CARICO DELLE SCUOLE: CONTRIBUTO DEI GENITORI A RISCHIO
I genitori debbono essere fermi nel tutelare il contributo volontario e anche i fondi indispensabili per il funzionamento didattico e amministrativo.
Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione dell’Associazione Genitori Toscana
Ancora una tegola sui magri bilanci delle scuole: accantonata la tassa sui rifiuti, messe fra parentesi le visite fiscali, ecco che la Corte Costituzionale resuscita la norma che mette a carico delle scuole le temute visite fiscali. E visto che il Ministero come al solito non provvede, finirà che a pagare saranno i genitori?
Tutto iniziò nell’estate del 2008, quando il decreto legge n. 112, nell’ambito del contenimento della spesa per il pubblico impiego, pose misure restrittive per i dipendenti assenti, primi fra tutti l’obbligo di visita fiscale e l’ampliamento della fascia oraria di reperibilità.
Così a scuola iniziarono a piovere fatture della ASL senza che il Ministero mandasse l’ombra di un finanziamento. E questo proprio nel 2009, quando una buona metà delle scuole non ha ricevuto neppure un euro per il funzionamento. Poi quando le scuole -persa ormai ogni speranza- stavano iniziando a pagare di tasca propria, ecco che un altro decreto legge, il n. 78 del 1° luglio 2009, aggiunse un comma prezioso, il 5-bis, che poneva tutte le spese a carico delle Aziende sanitarie locali.
Adesso la Consulta con sentenza n. 207 del 10 giugno 2010 ha stabilito che il comma 5-bis viola gli articoli 117 e 119 della Costituzione. Così le scuole che a suo tempo non hanno pagato le fatture delle ASL, adesso si trovano debiti d’annata per l’a.s. 2008/09, mentre già sta arrivando la resa dei conti per le visite fiscali richieste nell’anno scolastico 2009/10 appena concluso.
Chi può paghi dunque, ma attenzione: memoria insegna che le scuole che non hanno pagato la tassa sui rifiuti sono state premiate, ricevendo i necessari finanziamenti dal Ministero, anche se con anni di ritardo. Chi invece ha pagato ha assottigliato le proprie risorse senza alcun risarcimento.
Meglio allora scrivere all’Ufficio scolastico regionale e anche al Ministero, al Direttore Generale per la politica finanziaria e il bilancio Marco Ugo Filisetti in persona (fax 06 58493799) per chiedere lumi e soprattutto finanziamenti.
E intanto, chi paga? “Tutto lascia supporre che ci sarà di nuovo un assalto al contributo dei genitori –denuncia Rita Manzani Di Goro, presidente dell’Associazione Genitori A.Ge. Toscana- Sappiamo per certo che alcune scuole se ne sono avvalse di volta in volta per pagare tassa sui rifiuti e il materiale di pulizia, per non parlare dei fondi accantonati a disposizione del Ministero (il famoso aggregato Z01 della circolare 9537 del dicembre 2009) invece di destinarli alla didattica”.
”Questo è assolutamente illegittimo –avverte Di Goro- I genitori debbono essere fermi nel tutelare il contributo volontario e anche i fondi indispensabili per il funzionamento didattico e amministrativo. Per parte nostra continueremo con i corsi di formazione per genitori eletti negli organi collegiali, con i corsi sul bilancio e a fornire consulenza gratuita ai tanti membri dei Consigli d’Istituto che stanno prendendo consapevolezza del proprio indispensabile ruolo nel tutelare la qualità della scuola dei nostri figli”.
Per info:
www.agetoscana.it
agetoscana@age.it
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Venerdì 10 Settembre 2010 01:00










