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IL MINISTRO GELMINI CON GLI STUDENTI DISABILI SENSORIALI

 
 
mariastella gelminiScuola, sull'integrazione degli alunni con handicap sensoriali piccoli passi avanti

 

L'integrazione scolastica degli studenti con handicap sensoriali è un tema molto importante. Il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini si è impegnata a promuovere e sostenere al più presto un regolamento attuativo dell'articolo 21 della legge n. 59 del 1977, per la cui realizzazione la legge n. 69 del 2000 ha stanziato apposite risorse economiche per l'integrazione scolastica degli alunni ciechi, ipovedenti e sordi. L'adozione del regolamento attuativo della  legge n. 59/77, con il quale vengono costituiti gli Enti per il sostegno all'integrazione scolastica di questi studenti, è un provvedimento urgente.

Sembra aver avuto una risposta convincente il richiamo fatto nei giorni scorsi al Ministro dall'Unione italiana ciechi e ipovedenti (Uic) e dall'Ente nazionale per la protezione e l'assistenza dei sordi (Ens) al Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.
Dopo la richiesta di un incontro urgente di due settimane fa, con tanto di minaccia di occupare "quanto prima il Gabinetto del Ministro per sollecitare una risposta", e che faceva seguito a quella del 19 novembre 2008, il Ministro il nei giorni scorsi ha incontrato i responsabili delle due associazioni nazionali, presso il Ministero. Obiettivo dell'incontro è stato quello di individuare uno schema condiviso di regolamento, tra il Capo dell'Ufficio Legislativo del Ministero, Maria Celentano, il Capo Dipartimento per l'Istruzione, Giuseppe Cosentino e il Presidente e il Vice Presidente dell'Unione Nazionale Ciechi e Ipovedenti, Tommaso Daniele ed Enzo Tioli insieme al Presidente dell'Ente Nazionale per la protezione dei Sordi, Ida Collu.

"Fare una legge e non farla rispettare equivale ad autorizzare la cosa che si vuole proibire", hanno spiegato Daniele, Tioli e Collu. I tre rappresentanti dei disabili sensoriali hanno anche specificato che "si tratta di risorse economiche importanti, ma da nove anni a questa parte utilizzate a pioggia per l'offerta formativa, per finalità, quindi, diverse da quelle previste dalla legge. Con la conseguenza che i bambini e i ragazzi ciechi, ipovedenti e sordi sono privati degli interventi specialistici necessari per la loro formazione: materiali didattici speciali, libri di testo accessibili, apprendimento della lingua dei segni".


INFO:

Il testo della legge n. 59 del 1977

Il testo della legge n. 69 del 2000

 

ABBIAMO PARLATO DEL PROBLEMA ANCHE IN:

L'UNIONE CIECHI CONTRO LA GELMINI

RISOLTA L'EMERGENZA INTEGRAZIONE A SCUOLA. O FORSE NO

LA MOBILITAZIONE DI SINDACATI E ASSOCIAZIONI PER L'INTEGRAZIONE IN CLASSE

 

[Redazione]


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Commenti (1)
Pedagogia e disabilità sensoriali
1 Venerdì 09 Marzo 2012 10:19
Lucrezia Mannino
Salve
sono una pedagogista con laurea in Scienze dell'Educazione (vecchio ordinamento).
Ho lavorato in ambiti diversi con utenza di vario tipo, ma avendo una specifica passione per la branca relativa alla COMUNICAZIONE, ho cercato di interessarmi sempre più a questo settore studiando la lis, interessandomi alla lis tattile ed osservando le competenze che possono derivare da un'attenta lettura del NON VERBALE!


Lavoro come assistente alla comunicazione per una cooperativa, ho seguito dei ragazzi sordi ed attualmente, nello specifico seguo una ragazzina sordocieca.


Credo che la sordità e le altre disabilità sensoriali, se opportunamente attenzionate e gestite con strumenti idonei, possa essere un punto di partenza per una comunicazione diversa, posta su un canale visivo, tattile o altro piuttosto che sonoro, ma egualmente efficace. Per ottener ciò ritengo che il personale debba essere opportunamente formato.

Essendo una pedagogista,ed avendo avuto esperienza con diversi tipo di disabilità, gestite ciascuna con gli strumenti più adatti, credo che anche nel caso della sordità questa debba essere curata col suo strumento più idoneo: la lis.

Mi son trovata a lavorare con insegnanti di sostegno, sullo stesso caso di sordità, ed in tutta sincerità devo ammettere che viaggiavamo su canali differenti.
Ritengo che alla base di un intervento di questo tipo debba esserci l'approccio pedagogico gestito con lo strumento più idoneo, in questo caso la lingua dei segni.

Spero che la mia testimonianza professionale possa far riflettere.....e far si che le cure dei disabili siano affidate a personale specificatamente formato, e non semplicemnte formato (magari in settori per nulla attinenti a quello in questione)!

Cordiali saluti
Lucrezia Mannino


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