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BIMBI SORDI E UDENTI IMPARANO INSIEME, AL NIDO, LA LINGUA DEI SEGNI

 
 
 logo asilo nido girasole
A Roma la prima struttura in Italia che propone attività in italiano e in Lis

In Italia, l'insegnamento del bilinguismo nelle scuole è ormai sempre più una prassi.
Un po' meno, però, la doppia lingua entra negli istituti scolastici per gli alunni più piccoli.
Unica nel suo genere, in questo senso, è un'iniziativa avviata a Roma dalla scuola "Il Girasole". Due i motivi: la struttura in questione è un asilo nido; le due lingue insegnate sono l'italiano e la Lis, ovvero la lingua dei segni.
Bambini sordi e udenti imparano a convivere insieme, assimilando nella maniera più spontanea possibile entrambe le forme di comunicazione.

Quella da 0 ai 3 anni è la fascia d'età  di maggior apprendimento. Un momento strategico, dunque, per lavorare sul concetto di socializzazione.
In questa prospettiva, figure fondamentali nell'esperienza romana sono le educatrici. Per la prima volta, infatti, interagiscono direttamente con i piccoli non udenti, quando invece generalmente il rapporto è mediato dall'assistente alla comunicazione.
Le educatrici - 5 in tutto - conoscono molto bene la lingua dei segni, e questo permette loro di guidare nelle attività  sia i bambini udenti che quelli sordi, creando un rapporto di fiducia più diretto, soprattutto con chi non sente.
Accanto alle educatrici, anche una pediatra, uno psicologo e una cuoca; l'intero personale è esperto nella Lis, permettendo così la creazione di un ambiente bilingue al 100%.

A "Il Girasole" i posti massimi per i bambini sono 16, ma la nascita di questo speciale progetto fa avanzare una riflessione.
In Italia, ogni anno nascono almeno tra i 1500 e 2000 bambini affetti da ipoacusia. A questi, si devono aggiungere i circa 6500-7000 bambini con problemi uditivi e che hanno bisogno di un sostegno scolastico.
Date le cifre, è dunque importante promuovere la diffusione dell'esperienza romana anche in tutto il resto della Penisola, a vantaggio di quell'inclusione scolastica e sociale tanto auspicata.

Da parte sua, l'asilo nido romano, che è privato, dal prossimo settembre opererà  in convenzione con il Comune. Questa prospettiva permetterà  di assegnare una parte dei posti ai bambini rimasti in lista d'attesa nelle graduatorie del IX Municipio.
E non è finita qui: i responsabili dell'asilo, infatti, stanno discutendo con il Comune per allargare la possibilità  di accesso alla struttura anche ai piccoli residenti degli altri Municipi.

 

Links:

Il sito dell'asilo nido "Il Girasole"


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[Roberto Bonaldi]


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Commenti (1)
testimonianza bimbi sordi e udenti al nido
1 Domenica 15 Gennaio 2012 00:19
LuciaB
leggendo per caso questo articolo sul nido Girasole di Roma, volevo parlarvi della mia esperienza di mamma di un bambino udente che ha frequentato due anni il nido con un bambino sordo. Sia mio figlio Tiziano che Renato quando hanno iniziato il nido avevano 10 mesi, frequentavano un nido pubblico di Firenze, la loro classe "dei piccoli" era composta solo da 6 bambini, questo probabilmente ha agevolato tante cose. Tutti e 6 i bambini dedicavano alcune ore la settimana a giocare con la maestra dei segni, e così oltre che vedere immagini ed imparare le parole di quelle immagini imparavano anche alcuni segni. Fin dall'inizio la presenza di Renato nella classe l'ho considerata come una fortuna, perchè ha contribuito enormemente ad arricchire ed a stimolare Tizi, devo dire che anche le maestre sono state bravissime, vivendo questa esperienza come l'occasione per imparare una cosa nuova. Verso la fine del primo anno di nido così capitava spesso che qualche segno oltrepassasse il cancello del nido tanto che quando mio figlio diceva mamma spesso accostava il pugno alla guancia... Nel secondo anno di nido naturelmente i segni che lui sapeva erano davvero tanti, ed in famiglia era diventato un gioco ripeterli. Quest'anno stiamo frequentando scuole materne diverse, e mi è dispiaciuto tanto.
Questa esperienza mi ha fatto pensare quanto sia facile per i bambini oltrepassare le barriere della diversità; nel loro mondo, finchè non viene macchiato dai pregiudizi degli adulti, il "diverso" non viene emarginato, Renato, per mio figlio era solo un bambino al quale parlare attraverso le mani...


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