DALLA DOMOTICA CASALINGA A QUELLA IN OSPEDALE
Grazie a questa nuova tecnologia delle piccole comodità diventano grandi aiuti
Inaugurato nei giorni scorsi all'ospedale Umberto I di Bellano (Lecco) un progetto sperimentale per il reparto di medicina fisica e riabilitazione, una "stanza domotica", ovvero attrezzata con la tecnologia necessaria per migliorare la vita quotidiana di chi è disabile a seguito di un trauma cerebrale o di una lesione midollare.
Accendere la luce o far funzionare un elettrodomestico, aprire una porta o verificare se c'è una perdita di gas possono sembrare gesti quotidiani banali ed immediati, ma non lo sono affatto per coloro che hanno subito un trauma o una lesione per cui hanno dovuto sottoporsi a lunga riabilitazione. "La stanza domotica " ha spiegato il primario della riabilitazione, il dottor Renato Galanti, che coordina il progetto, è una "stanza intelligente" studiata ad hoc per tutti coloro che giungono alla fine del processo riabilitativo. La stanza ha un doppio obiettivo: verificare come i degenti si spostano nell'ambiente e come lo gestiscono, e poi aiutare sia pazienti che parenti al ritorno a casa.
La stanza è pensata per chi ha subito una lesione midollare con esiti gravemente disabilitanti di coma post traumatico e pazienti cerebrolesi che sono parzialmente autonomi negli spostamenti: la stanza domotica rappresenta così l'ultima fase della riabilitazione, per imparare a riadattarsi alla vita ordinaria. Normalmente tecnologie di questo tipo vengono infatti installate nella casa del paziente dopo il rientro a casa dall'ospedale ed è necessario quindi un periodo di adattamento. Obiettivo dell'ospedale di Bellano è invece quello di far familiarizzare già il paziente con gli strumenti tecnologici in modo da renderlo il più autonomo possibile al rientro a casa.
Attraverso un sistema centralizzato di comandi, i pazienti potranno impartire comandi, monitorare alcuni parametri ambientali, ad esempio rilevare la presenza di fumo, perdite d'acqua o di gas, ma anche utilizzare l'interfono, il videocitofono o il campanello d'allarme. Questo sistema è collegato all'ambiente esterno attraverso una rete informatica di messaggi telefonici preregistrati, sms, pagine web o mail che consente di monitorare il sistema e quindi lo stato dell'ambiente anche dall'esterno. Grazie a questa nuova tecnologia delle piccole comodità diventano grandi aiuti, fondamentali per i diversamente abili nel riconquistare l'autonomia e l'autostima.
INFO:
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Giovedì 24 Dicembre 2009 00:01










