IL MERCATO DEI VIDEOGAMES APRE AI DISABILI
L'accessibilità dei giochi interessa i produttori
A dare il via al processo di accessibilità ai videogames, Eelke Folmer, assistente professore alla University of Nevada di Reno, che ha progettato un guanto speciale per permettere ai non vedenti di giocare con "Guitar Hero". Nella versione originale, le note scorrono a mò di karaoke in un appasito schermo, impedendo a questo tipo di utenza di sperimentare il popolare game.
Per permettere anche a loro di improvvisarsi rock star, lo scienziato ha creato il guanto che, grazie a delle vibrazioni ad hoc, consentono all'utente di capire quale dito muovere sulla chitarra, permettendo di suonare i propri pezzi preferiti.
Il progetto battezzato per l'appunto "Blind Hero" (in inglese “blind” significa “cieco”) è stato sviluppato da Folmer a partire dall'intuizione di un suo studente, Bei Yuan è stato riportato da Game|Life, rubrica dedicata ai videogiochi dal sito Wired.com dove si può vedere in anteprima il guanto e il suo utilizzo, che costa poco meno di 2000 euro.
Quello sollevato dal team di Folmer è una questione che rientra nell'ottica dei "game accessibility" ovvero i videogiochi accesibili a coloro che hanno disabilità sensoriali e motorie; infatti accanto a Blind Hero, gli scienziati stanno studiando soluzioni tecniche definite dal settore "1 Switch Game", ovvero dei videogiochi diffusi per pc, come il famosissimo Mario Kart, in cui basta premere un solo bottone per far eseguire titti i comadi.
Questo va in assoluta controtendenza rispetto al mercato di riferimento che propone joystick complicatissimi che richiedono l'uso di tutte le dita della mano per spostare manopole e premere i tasti.
Insomma, un'altra barriera sta per cadere.
In un mercato come quello dei games che conquista fasce sempre più ampie di consumatori, servivano strumenti appositi anche per quella fascia di persone con disabilità che ne erano escluse per via dell'impiego di un tipo di tecnologia scarsamente democratica, che può dimostrarsi importante non solo per giocare, ma per utilizzare software didattici che stanno facendo il loro ingresso come supporto nell'educazione scolastica, ad esempio.
Basta fare una piccola ricerca in rete per scoprire che di iniziative simili ce ne sono sparse in tutto il mondo: si va dall'International Game Developers Association che ha una descrizione anche su Wikipedia, al Game Accessibility Project, all'italianissimo progetto Handitecno dedicato alle tecnologie per l'handicap nella scuola.
In Inghilterra troviamo OneSwitch.org per quanto riguarda soluzioni di 'assistive technology' al servizio di disabilità cognitive e fisiche passando per i giochi sonori del portale AudioGames.
INFO:
Il progetto "Blind Hero"
International Game Developers Association
Game Accessibility Project
Handitecno
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Martedì 08 Luglio 2008 00:00







