OCCHIO BIONICO, TRA ENTUSIASMO E CAUTELA
E' l'inizio di una nuova era?
Un'equipe di scienziati del Moorfield Eye Hospital di Londra ha messo a punto una tecnologia tanto innovativa quanto efficace per ridare la vista ai ciechi attraverso una telecamera negli occhiali. Per il momento solo in bianco e nero.
L'"occhio bionico" registrerà, attraverso la telecamera, le immagini in movimento e le passerà, con un trasmettitore wireless, a un dispositivo elettronico inserito nella retina, l’Argus II dotato di 60 elettrodi, consentendo una media risoluzione per la ricostruzione. Da lì, attraverso il nervo ottico, i segnali elettrici arriveranno al cervello che provvederà a trasformarli in immagini, permettendo ai ciechi di vedere, per quanto in modo rudimentale.
I 2 pazienti che si sono prestati con successo alla sperimentazione sono affetti da retinite pigmentosa, una malattia ereditaria che colpisce la retina ma, se le ricerche dovessero andare a buon fine, dovrebbe essere disponibile anche per risolvere problemi legati alla vecchiaia.
"Quando mi hanno operato - ricorda Terry Blind - mi hanno avvisato che sarebbe stata dura. All’inizio era soltanto come vedere un insieme di punti, ma lentamente la mia vista ha ripreso a lavorare e il mio campo visivo si è esteso, fino a quando sono riuscito a vedere mio figlio camminare".
Dal Moorfield Eye Hospital di Londra, comunque gli entusiasmi sono stemperati dalla cautela.
"Essere parte di un programma così importante, in grado di restituire una chance di vedere a chi altrimenti non ne avrebbe nessuna - dice Lyndon da Cruz, il chirurgo che ha portato a termine l’operazione - è veramente speciale. Il dispositivo è stato impiantato con successo in entrambi i pazienti, che si stanno riprendendo bene: ora resta da vedere come funzionerà, anche se i precedenti ci danno speranza".
La ricerca prende spunto da uno studio precedente effettuato a Los Angeles, al Doheny Eye Institute, nel quale fu impiegata una tecnologia meno sofisticata, a 16 elettrodi, ma che consentiva di vedere i contorni e movimenti.
Il responsabile, Mark Huyman, professore di oftalmologia e ingegneria biomedica, si dice ottimista perchè "già ora la telecamera, che è veramente piccola e richiede pochissima energia, può stare dentro l’occhio e seguirne i movimenti.
Nei prossimi cinque anni speriamo di riuscire a svilupparla ulteriormente, fino a portarla alle dimensioni di un pisello, aumentando allo stesso tempo il numero di elettrodi".
In California gli scienziati stanno progettando una versione con mille elettrodi, che dovrebbe permettere di riconoscere i volti delle persone, mentre in Germania una a 400 è già in sperimentazione.
C'è già anche un costo dichiarato per l'acquisto dell'attrezzatura: 19mila euro.
E c'è già chi ipotizza un uso estensivo in un prossimo futuro, con la commercializzazione e l'appoggio della sanità pubblica. E' proprio il caso di dirlo: staremo a vedere.
INFO:
Il sito del Moorfield Eye Hospital
Il sito del Doheny Eye Institute, a Los Angeles
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Mercoledì 23 Aprile 2008 13:48







