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Beati i miti perchè erediteranno la Terra

 
 
Una rappresentanza delle Mamme h si è data appuntamento venerdì 2 luglio alle 11 all’ingresso della CEI, Conferenza Episcopale Italiana, in una delle giornate più afose per Roma.
Anche qui stesso canovaccio dell’incontro precedente, quello al Quirinale di un mese fa. La sorpresa di trovarsi di fronte quattro donne, tranquille, senza alcun slogan partitico che non la richiesta di sapere da che parte pensa di mettersi la Chiesa, in occasione di situazioni quali quelle che stiamo attraversando con l’ultima manovra finanziaria. Non è sembrata a queste quattro temerarie una domanda così fuori dal mondo, perché sono ben note le battaglie del Vaticano in difesa della vita, dall’aborto all’eutanasia, passando per la legge 40.
Sono state cortesemente ricevute da don Andrea Manto dell’ufficio pastorale della sanità e da don Bassiano Uggè dell’ufficio nazionale dei problemi giuridici.
In un primo momento la semplicità di queste donne nel chiedere sostegno morale, di contenuti ed intenti, ha avuto risposte nel più semplice stile politico, tanto da far rimpiangere l’incontro con il prefetto Ruffo che ci aveva messo molto della sua passionalità meridionale.
Indubbiamente siamo tutti abituati ad essere rappresentati da sigle, da associazioni, dimenticando il significato originale di democrazia, che consente ad ogni cittadino di poter discutere della cosa pubblica, così come il termine politica ha ormai assunto significati ben diversi dal primigenio polis.
Il succo dell’ora di chiacchierata è stato che la Chiesa è vicina al popolo mediante l’operato delle parrocchie e del volontariato cattolico e quindi, per le semplici richieste del quotidiano, possiamo bussare a quelle porte e sembra che ci sarà aperto; che il sostegno morale e nelle preghiere ci sarà sempre, ma questo detto tra le quattro mura e sicuramente non con una presa di posizione pubblica perché è pur sempre uno stato straniero che non influisce nelle scelte politiche italiane. Di questo ci sarebbe da riguardare il nostro passato, ma siamo mamme mica storici!
A conclusione una di noi, vivendo a Roma, è riuscita ad ottenere che la figlia possa frequentare l’oratorio in una parrocchia più attrezzata per le persone con disabilità. Come si dice: chiedete e vi sarà dato in base a quello che si può. Ma queste mamme così semplici non chiedono un qualcosa che le accontenti nell’immediato, in modo che possano tornare a casa e riprendere ad accudire tutta la famiglia. Chiedono che i potenti, laici e religiosi, si rendano conto che si sta giocando con la vita di persone, di esseri umani e che si sta attuando un’eutanasia di Stato.

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