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LETTERA AL PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO

 
 
Gentilissimo Presidente Napolitano .

Sono la mamma di una ragazza con disabilità , ha la Sindrome di Rett, patologia altamente invalidante che l’ha resa totalmente non autosufficiente e siamo noi famiglia a prenderci cura di lei sostenuti dai pochi benefici previsti dalle leggi italiane, leggi efficienti e esaustive se fossero messe in atto correttamente a cui dovrebbero essere riservati maggiori fondi specifici e non negoziabili. Purtroppo così non è e noi come molte altre famiglie viviamo , diciamo, una vita parallela a quella vissuta da chi non ha avuto la ventura di imbattersi nella disabilità.

Non sto qui a raccontarle tutte le ingiustizie e le azioni illegittime moralmente e legalmente che ci sono state presentate in tanti anni , 38 , di vita vissuta con la disabilità di un figlio . Vorrei però invitarla a riflettere su quanto Lei è chiamato ora a legittimare apportando la sua firma per approvazione :IL Decreto per la correzione dei conti pubblici recentemente approvato in Consiglio dei Ministri .

Quel decreto oltre alle varie discutibili nuove norme per il riconoscimento dell’invalidità civile , al riconoscimento degli alunni con disabilità nella scuola per avere il diritto alla piena integrazione e al sostegno con insegnanti preparati e in numero congruo, ai ticket ulteriori per i cittadini che già sono pesantemente chiamati a partecipare alle spese sanitarie per mantenere quel Diritto alla Salute riconosciuto dalla Costituzione , ma di fatto ormai chiaramente e amaramente ignorato, presenta anche una riduzione degli aumenti per le pensioni che superano i 1400 euro mensili , indipendentemente dal numero dei componenti della famiglia, perché Presidente, è molto differente la situazione finanziaria di una famiglia composta da 1 persona da quella di una famiglia composta invece da 3 o 4 persone .
Noi abbiamo cresciuto 3 figli solo con lo stipendio di mio marito , ne abbiamo fatti studiare 2 , affinchè diventassero una ricchezza per la società e non un peso, abbiamo donato a questo obbiettivo tutta la nostra vita pensando a quando ormai sulla via del tramonto avremmo potuto dedicare tutte le attenzioni e le risorse a noi come coppia e alla nostra figliola con disabilità , fiduciosi in quello che ci era stato garantito quando mio marito dopo 40 anni di lavoro è andato in pensione , ora tutto questo è messo in discussione , veniamo ritenuti ricchi e la pensione di mio marito che è di poco superiore alla cifra sopra indicata non sarà per qualche anno aumentata in riferimento al costo della vita.
Non solo , se io avessi la ventura di sopravvivere a mio marito mi troverò, perché di questo si tratta a vedere ridimensionata anche la pensione di reversibilità con cui mantenere mia figlia che mi auguro viva ancora molto a lungo , anche se qualcuno dimostra ogni giorno con le proprie azioni di sperare invece il contrario, e credo non ci sia bisogno di dire a chi mi riferisco, è così palese , c’è un desiderio chiaro e forte di ELIMINARE le persone con disabilità dalla società e non potendolo fare apertamente lo fanno con l’eutanasia sociale .

Ora leggo che delle “menti eccelse” hanno deciso di dare al Governo la delega dello stato fiscale e assistenziale e tremo al pensiero di quanto potrebbero mettere in atto , visto che non conoscono l’argomento (non è sufficiente essere nominati ministro e avere una poltrona in Parlamento per sapere cosa sia la disabilità con tutti i suoi limiti e le sue priorità, provare x credere ) e vogliono solo risparmiare sulle spalle di chi non ha certamente deciso di nascere o diventare disabile , ma che ha trovato comunque la forza e la volontà per affrontare la vita in maniera positiva e al meglio.
Presidente , stiamo attraversando un momento difficile economicamente e tutti devono fare sacrifici, ma mi spiega perché i sacrifici vengono sempre chiesti ai cittadini più fragili ?
La nostra Costituzione a cui Lei ha spesso fatto riferimento nei suoi scritti non riconosce ai cittadini tutti pari diritti e pari opportunità? Allora il buon esempio non dovrebbe venire dall’alto?A quando un drastico taglio ai privilegi parlamentari e istituzionali?
Rifiuti di firmare quel decreto !Sono altri i comparti di spesa da includere , non il sociale e previdenziale dei ceti medio-bassi
Queste mie parole probabilmente non saranno lette o prese in considerazione , però spero che se un po’ di attenzione ce la meritiamo pure noi comuni mortali siano almeno servite a far riflettere affinchè l’Italia di cui pochi ormai abbiamo rispetto torni a essere la Nazione attenta, solidale e democratica del passato.

Cordialmente Marina Cometto
combot@alice.it

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