Al Presidente del Consiglio
Gentilissimo Presidente del Consiglio BerlusconiSpero che Lei riesca di trovare 2 minuti da dedicare alla lettura di questa lettera che tocca un grande tema sociale ignorato spesso anche dalla politica: la disabilità.
Sono la mamma di una ragazza di 37 anni, Claudia, con gravissima disabilità. Mi rivolgo a Lei per esporLe le problematiche che vivono le famiglie con un figlio gravemente disabile.
Non La voglio tediare elencando le varie limitazioni che mia figlia vive, e noi famiglia insieme a lei; credo sia sufficiente dirLe che non è in grado di fare alcuna azione volontaria e dipende in tutto e per tutto da noi genitori, anche per le azioni più intime e delicate.
Claudia fa parte di quella schiera di persone definite Spesa improduttiva dal Ministro Tremonti e da molti altri appartenenti alla sfera “produttiva” privilegiata del nostro BEL Paese: va da se che questo termine costituisce un modo infelice per etichettare una categoria di persone unite dal fatto che vivono e incontrano quotidianamente, pur se in maniera differente, ostacoli alla realizzazione di una vita piena come gli altri cittadini.
La crescita umana e economica di un Paese, un Paese che si dice civile, deve tener conto delle
necessità, possibilità, capacità di tutti i suoi cittadini, abili totalmente ( e chi lo è? neppure Lei credo) o con abilità diverse, fosse anche solo quella di apprezzare l’amore e la serenità che emana un essere umano. Per questo vorrei esporLe alcune considerazioni sul momento politico e economico che ci troviamo a vivere, considerazioni che vengono da una modesta cittadina, non culturalmente preparata con i titoli cartacei, ma certamente più abituata di molte delle persone che siedono nei banchi del Parlamento a trattare l’argomento disabilità, così ignorato e poco conosciuto in tutte le sue sfaccettature. Non esiste una disabilità simile ad un’altra, così come non esiste un essere umano simile a un altro. TUTTI UGUALI E TUTTI DIVERSI, con bisogni diversi, con prospettive diverse, ma fondamentalmente con la stessa volontà di vivere una vita serena, confortevole e piena.
Mia figlia ha 37 anni, abbiamo dedicato la nostra vita alla sua, per farla crescere, curare, vivere, abbiamo rinunciato ad avere pari opportunita': questo è stato lo scotto da pagare per tenerla a vivere con noi famiglia e crescerla con gli altri due figli. Perché sa, Presidente, la famiglia spesso fa miracoli, anche se è una famiglia modesta come la nostra. Non abbiamo mai voluto, cercato e desiderato una vita diversa, con meno ostacoli certo, ma non diversa da quella che ci ha regalato la nostra “bimba", abbiamo avuto momenti difficili, ma sempre siamo riusciti a superarli grazie ai nostri figli e alle nostre risorse umane e finanziarie
Ora però vediamo che è sempre più difficile anche per noi che abbiamo imparato a evitare il superfluo, a non desiderare l’effimero, ad accontentarci di poco, non abbiamo mai avuto necessità di conoscere come investire risorse economiche, non ne abbiamo, per cui un problema di meno, non abbiamo mai chiesto nulla di più di quello che prevedevano le leggi, non ci siamo mai lamentati per le cose a cui non riuscivamo ad accedere, ora però nella nostra fase di maturità avanzata, ci troviamo a dover fare i conti con qualcosa che ci penalizza non poco, e in un momento in cui anche il Governo che Lei presiede si ricorda delle famiglie disabili non per sostenerle di più di quanto abbia fatto sinora, ma per penalizzarle ulteriormente.
A questo punto non saranno più sufficienti tutte le nostre risorse umane per fare fronte a alcune necessità impellenti, saremo penalizzati economicamente per i tagli alla Sanità che ricadranno su noi famiglie, sui tagli al fondo per la non autosufficienza che aumenteranno i costi a cui fare fronte come famiglia per l’assistenza: insomma nonostante le sue parole si sta verificando indirettamente il contrario e maggiormente colpite saranno le persone chi già patiscono i limiti dovuti alla disabilità.
Abbiamo un vecchio furgone di 12 anni Euro 2 che il Comune di Torino ha messo al bando per motivi ambientali, con una persona in sedia a rotelle non è sufficiente un’utilitaria e un mezzo adatto costa circa 25000mila euro; mia figlia necessita di un letto particolare che tuteli la sua sicurezza e sia confortevole (credo che anche le persone con disabilità possano avere questo diritto vero ?) e che costa 4800 euro, sarebbe utile un sollevatore a soffitto, Lei sicuramente Presidente neppure sa cos’è, io senza titoli imprenditoriali La posso informare anche nei minimi particolari su questo ausilio che costa 6000 euro. Con una pensione come quella che percepisce mio marito non ci potremo mai arrivare.
Potrei pensare alla prostituzione , ma non sono tagliata, sia per idee che per età, non sono avvenente e non ho speranza di trovare aiuti insperati, non voglio rubare né spacciare droga, quale potrebbe essere la soluzione a questi nostri impegni?
Non voglio e non richiedo la solidarietà dei cittadini, ma ho visto in televisione qualche giorno fa una sua intervista lei ha detto e queste sue parole mi hanno dato forza e coraggio, ecco, mi sono detta, ho risolto i nostri problemi, scrivo al Presidente e ci pensa lui.
Un paio di anni fa, una giornalista mi disse che per mia serenità, caparbietà, determinazione, competenza in materia di disabilità mi avrebbe nominata se avesse potuto Ministra della felicità, potrebbe essere un’idea, avrei risolto molti dei miei problemi, mi affido a Lei Presidente Berlusconi.
Indirizzerò questa mia lettera a Palazzo Grazioli e a Villa S .Martino oltre a sperare nella diffusione dei media, spero che così facendo arrivi anche a Lei e attendo con ansia una sua risposta.
Cordiali saluti,
Marina Cometto
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Venerdì 09 Luglio 2010 09:10





