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CLAUDIA INCUTE TIMORE NEGLI ADULTI CHE FRENANO LA SPONTANEITA' DEI BAMBINI

 
 

Il Piemonte è da sempre stato una terra chiusa e me ne rammarico molto,spero, ogni volta disillusa,che le persone riescano a superare i timori della diversità, non perchè uno stato inferiore di cittadinanza riconosciuta, ma diversità perchè non usuale, ma solo l'usuale è bello e coinvolgente?

Questa mattina dopo un istruttivo giro presso l'INPS per la verifica della disabilità di mia figlia Claudia , tornata a casa ho detto a mio marito, non fa ancora tanto caldo approfittiamo per farla uscire e prendere un po' di sole, vedere? (anche questo è ormai in dubbio) un po' di gente, insomma andiamo un po' nel mondo, la vesto, tutta in tinta, calzoncini, maglia, calze, elastici per capelli, tutti in tinta, preparato borsa per l'emergenza sete, 2 vasetti di acqua gelificata, ci avviamo verso i giardinetti dove presso le giostrine dei bimbi vediamo una panchina con un po' di ombra, ci sediamo, sistemiamo la carrozzina di Claudia, sorridiamo ai bambini che timidamente guardano, (giustamente, non conoscono, loro sono innocenti) si avvicinano e non osano, gli sorrido, Claudia no, oggi no. E' da stamane che qualcosa non va.

C'erano 4 bambini, come ci sistemiamo la piccolina con i riccioli bindi sorride si avvicina incuriosita e io già pronta a raccontarle che quando Claudia era piccola si è ammalata e il  cervello, che tutti abbiamo e fa funzionare il nostro corpo ha sofferto, si è ammalato gravemente e non è più riuscita a guarire bene per cui Claudia non può camminare né parlare, per un bambino piccolo questo è sufficiente per capire il motivo della carrozzina, dei sorrisi, delle carezze, e spesso a questo punto partono le domande, come mangia, chi la veste, chi la lava, insomma un bell'insegnamento.
Invece no: il nonno subito la richiama, vieni andiamo a casa, l'altro bambino interessato si fa coraggio e si avvicina pure lui, ma non ha neppur ancora fatto un passo, solo ci ha sorriso e viene richiamato, il terzo molto più piccolo viene posto sul passeggino e tutti si sono allontanati, quanto male il timore di questi adulti inconsapevolmente ha fatto ai bimbi che dicono di amare? Se mai verranno aiutati a avvicinarci a ciò che loro non conoscono come potranno crescere adulti completi interiormente? Sempre più convinta della necessità di fare cultura della disabilità.

Ciao a tutti,
Marina Cometto
www.claudiabottigelli.it


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Commenti (1)
d'accordo
1 Martedì 20 Luglio 2010 14:20
alessandra casula
sono completamente d'accordo con te, ho un figlio disabile di 16 anni e purtroppo so cosa significa... spesso sorrido in modo incoraggiante e saluto con allegria... a volte ho richiamato adulti terrorizzati e bambini maleducati... altre volte ho avuto begli incontri... altre volte ho semplicemente sofferto...
qualche giorno fa, una bimba si è avvicinata a mia figlia (3 anni) e le ha chiesto "perchè questo tuo fratello sta seduto lì?" Lei ha risposto (è la prima volta e non era preparata) "perchè ha un po' male alle gambe!"(ed è vero perchè Fede ha male alle gambe ultimamente)... Un'altra bimba lo prendeva in giro da lontano... genitori inesistenti...
ci vogliono forza d'animo e ...cultura e promozione dell'immagine positiva della disabilità!!!


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