EPATOBLASTOMA, QUANDO IL FEGATO DEI BAMBINI SI AMMALA
Un nuovo modo di curare i bambini affetti da eptoblastoma
La ricerca coordinata dal professor Perilongo, Direttore della Clinica pediatrica, ha dimostrato come il Cisplatino da solo possa risultare efficace in quasi il 90% dei casi, una scoperta che rivoluziona il sistema di cura dei bambini affetti da questa malattia, consentendo al contempo un costo minore, una facilità di somministrazione e una minore tossicità, senza contare che questo farmaco, della famiglia degli alchilanti, è disponibile in tutto il mondo.
Il Cisplatino è infatti un agente chemioterapico appartenente alla categoria dei farmaci generici, ed è usato per il trattamento di molte forme tumorali.
L’epatoblastoma è un tumore primitivo del fegato, altamente maligno, che colpisce i bambini piccoli. In Italia ogni anno questa grave patologia interessa circa 30 bambini con un’età media di 2 anni. Si tratta di una malattia cosiddetta “rara”, una di quelle malattie che proprio per la relativa scarsa incidenza sfuggono a un’attività di ricerca capillare ed efficace, con conseguenti ritardi nella conoscenza e nella possibilità di cura.
Una straordinaria equipe internazionale che ha visto collaborare insieme per 10 anni i migliori specialisti di 24 paesi del mondo tra cui, oltre la maggioranza delle nazioni europee, l’Australia, la Nuova Zelanda, il Brasile, l’Argentina, il Canada e molti Paesi del centro America, ha permesso di raccogliere i dati sufficienti per studiare l’Epatoblastoma e arrivare a un eccezionale risultato sulla migliore e più efficace cura possibile.
Lo studio, condotto dal Gruppo internazionale di Studio sui Tumori primitivi del fegato dell’età pediatrica (SIOPEL) e coordinato dal professor Giorgio PERILONGO, docente del Dipartimento di Pediatria dell’Università di Padova e leader internazionale per questa patologia, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista «The New England Journal of Medicine» e dimostra come l’uso di un farmaco chiamato Cisplatino possa da solo curare gran parte di questi tumori.
Il Cisplatino è stato introdotto nella cura dell’Epatoblastoma alla fine degli anni Ottanta, il che ha permesso di passare da una sopravvivenza del 25% a una speranza di guarigione del 60%. Il Cisplatino veniva però usato in combinazione con altri farmaci, il che significava un alto costo delle cure e soprattutto una accentuata tossicità.
Lo studio (denominato SIOPEL 3) costituisce di fatto il primo trial clinico cooperativo internazionale sui tumori solidi dell’età pediatrica che viene pubblicato sul «The New England Journal of Medicine» e apre una nuova metodologia di indagine applicabile alle malattie rare, che non sono poi così infrequenti, basti pensare che per la legislazione italiana le malattie rare sono più di 5.000, pari al 10% del totale delle malattie.
Nel team padovano, assieme al professor Perilongo, i professori Modesto Carli, Gianni Bisogno, Gianfranco Zanon e la dottoressa Patrizia Dall’Igna.
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Sabato 14 Novembre 2009 00:00










