QUINDICESIMA GIORNATA ALZHEIMER, "SENZA TEMPO DA PERDERE"

Le iniziative e i nodi critici sottolineati dalle associazioni
Le stime peggiori parlano di 900 mila casi di Alzheimer in Italia.
Le meno allarmistiche scendono a 600 mila, ma la situzione resta comunque grave, e in crescita.
Già ora si tratta circa del 20 per cento della polazione italiana con più di 65 anni.
Guardando al futuro, gli esperti ritengono che nei prossimi 20 anni i malati raddoppieranno.
Insomma, "non c'è tempo da perdere".
Il virgolettato è lo slogan di questa quindicesima Giornata mondiale Alzheimer, che si celebra il 21 settembre.
E' infatti dal 1994 che l’Organizzazione Mondiale della Sanità organizza questo evento, un momento di informazione e coinvolgimento per la malattia di Alzheimer per un'emergenza crescente.
Il principale evento italiano è il concerto che Alzheimer Italia organizza il 27 settembre alla Scala di Milano.
Un evento mondano che sembra distante dagli eventi di piazza che caratterizzano altre simili giornate di sensibilizzazione, ma è anche vero che la malattia colpisce soprattutto gli anziani: il concerto di musica classica di alto livello è per certo quindi un corrispondente livello di importanza.
Ospite d'eccezione per il terzo concerto organizzato dall'associazione è la Staatskapelle Dresden, con la direzione di Fabio Luisi: una delle orchestre più antiche al mondo, che quest’anno festeggia il 460° anniversario della sua costituzione.
"Il fiorire di iniziative sempre più numerose su tutto il territorio nazionale, non solo da parte delle Associazioni Alzheimer, ma anche di altre Istituzioni - commenta Gabriella Salvini Porro, presidente della Federazione Alzheimer Italia - premia il nostro lavoro.
Quindici anni fa nessuno parlava della malattia e non esistevano iniziative di alcun genere rivolte a chi soffre di Alzheimer: questi eventi servono a rafforzare il messaggio che la Federazione Alzheimer Italia lancia alla classe politica, a quella medica e all’opinione pubblica, affinché prendano coscienza della gravità del problema Alzheimer e si rendano conto delle reali dimensioni di una malattia che si sta trasformando in un’epidemia".
Spiega Patrizia Spadin, presidente AIMA (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer): "La crescita stimata del numero degli anziani non autosufficienti da qui al 2025 è del 62 per cento. Un’ipotesi chiara su ciò che ci aspetta in termini di servizi e di politiche da mettere in campo: trattare quindi della tutela del malato e del caregiver significa, sostanzialmente, trattare dell’efficacia e dell'efficienza della presa in carico del malato e dei suoi familiari".
Tre i punti per cui le associazioni si battono:
- L'importanza delle Unità di Valutazione Alzheimer (UVA).
Spiega ancora la presidente AIMA: "Due pazienti su tre frequentano queste Unità. Però sono distribuite in maniera inadeguata sul territorio, e le ore di servizio delle UVA non sono adeguate ai bisogni del bacino di utenza. Bisogna puntare a miglioramenti significativi". - Miglioramento delle garanzie di accesso ai farmaci.
Nel 1999 i farmaci erano a totale carico delle famiglie, oggi c’è la copertura gratuita da parte del Ssn per i farmaci prescritti dalle UVA, ma restano ancora necessità insoddisfatte, come un accesso uniforme alle terapie sul territorio o un accesso garantito in fase lieve.
Chiaro tuttavia che su questo terreno, negli ultimi anni anni, si sono fatti significativi passi in avanti. - Crescita degli accessi ai Centri diurni e all'Assistenza domiciliare.
Conclude Patrizia Spadin: "C'è stata una crescita, ma siamo ancora lontani da una copertura seria dei bisogni di pazienti e familiari".
INFO:
A questo link le iniziative italiane per la quindicesima giornata mondiale Alzheimer
Il sito di Alzheimer Italia
Il sito di AIMA Associazione Italiana Malattia di Alzheimer
A questo numero è attiva la Linea Verde Alzheimer: 800 371332
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Domenica 21 Settembre 2008 14:19










