MANOVRA: APPROVATO EMENDAMENTO, 74% SOLO PER PATOLOGIE UNICHE
Unica nota positiva: agevolazioni sui tempi di accertamento dell'invaliditàDopo la discesa in piazza delle associazioni unite del 21 giugno scorso vi avevamo parlato degli emendamenti al Decreto Legge 78/2010 che erano in corso di discussione, riguardanti in particolare l'articolo 10 che riguarda la "Riduzione della spesa in materia di invalidità".
Le critiche avanzate nelle ultime settimane dalle associazioni, e non solo, riguardavano in particolare l'innalzamento della percentuale minima di invalidità richiesta per la concessione dell'assegno. A seguito delle proteste, come vi avevamo raccontato qualche giorno fa, erano giunte rassicurazioni da parte del presidente dei Senatori Pdl Maurizio Gasparri, che ha assicurato che l'innalzamento della soglia di invalidità all'85% sarebbe stato modificato.
È di ieri sera la notizia che il Governo ha prodotto un emendamento specifico proprio all'articolo 10 che prevedrebbe sì il mantenimento della soglia per l'assegnazione dell'assegno mensile al 74% ma solo nei casi di patologia unica. In sostanza: le patologie per le quali nelle tabelle di riferimento è indicata una percentuale superiore al 74% danno comunque diritto alla corresponsione dell'assegno mensile di assistenza. Il senso della disposizione è presto detto: rimarrebbero ora escluse "solo" le persone che non raggiungono l'85% benché affette da più patologie che, singolarmente valutate, corrispondono a percentuali inferiori al 74%. I limiti reddituali per la riscossione dell'assegno rimangono invariati.
L'emendamento approvato interviene anche sull'indennità di accompagnamento agli invalidi civili, ridefinendo i requisiti medico-legali per il riconoscimento di tale provvidenza.
Fino ad oggi la definizione esatta era data all'articolo 1, comma 2, lettera b) che prevedeva la concessione "ai cittadini nei cui confronti sia stata accertata una inabilità totale per affezioni fisiche o psichiche e che si trovino nella impossibilità di deambulare senza l'aiuto permanente di un accompagnatore o, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, abbisognano di una assistenza continua".
Più stringente la nuova definizione medico-legale: "ai cittadini nei cui confronti sia stata accertata una inabilità totale per affezioni fisiche o psichiche e che si trovino nella impossibilità permanente di deambulare senza l'aiuto di un accompagnatore, o, non essendo in grado di compiere il complesso degli atti elementari della vita, abbisognano di una assistenza continuativa".
L'intento delle modifiche è chiarissimo: restringere notevolmente il novero dei possibili titolari di indennità di accompagnamento solo a casi di gravissima e totale compromissione dell'autonomia nel suo senso più restrittivo.
L'emendamento approvato interviene anche sui tempi di accertamento degli stati invalidanti, correggendo il "vecchio" regolamento del 1994 (DPR 698/1994). Nel testo del regolamento previgente era previsto solo che la data di accertamento venga fissata entro tre mesi dalla presentazione della domanda. L'emendamento introduce una novità apparentemente positiva: nel caso in cui le Commissioni delle Aziende USL non rispettino quel termine, l'accertamento viene effettuato dall'INPS con le sue Commissioni entro i 15 giorni successivi.
Analoga procedura verrebbe attuata nel caso delle patologie oncologiche, per le quali la Legge 80/2006 prevede che la visita di accertamento venga effettuata entro 15 giorni dalla presentazione della domanda.
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Mercoledì 30 Giugno 2010 12:42













io lavoro se mi riconoscono invalido al,80% mi danno la possibilita di continuare a lavorare e percepire l,assegno
di invalidità grazie x i chirimenti
Ciao Pierluigi
Siamo su due galassioe diverse.
Dovremo comprarci litri litri di lubrificante.
luca
Ho 54 anni il prossimo anno dopo 30 anni di lavoro, una riconosciuta sclerosi multipla con invalidità riconosciuta al 80%, tre interventi effettuati negli scorsi 6 anni prima per un tumore al seno po per tumore all'ovaio, due ernie discali, vorrei chiedere il pensionamento. Vorrei scommettere che mi faranno storie per il pensionamento!!! Non auguro neanche al mio peggior nemico provare cosa vuol dire lavorare con tali patologie! Ci risentiremo e vi saprò dire come va a finire perchè questa volta non sono disposta a tollerare.
grazie per lospazio concesso. Maria Laura