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AUTONOMIA PER DISABILI ANZIANI

 
 

Buongiorno, mi sto consumando le dita a furia di scrivere,ma senza risultati.
Mi presento: sono R. nata a Milano ma residente a Bologna e da moltissimi anni disabile. Ebbi un incidente automobilistico a 22 anni. Ora sono ultra 65 già categoria anziani.
Qui iniziano i miei problemi, io per risarcimento e arrettrati accompagnamento ho DEI SOLDI IN BANCA, CHE STO CONSUMANDO PER RESTARE QUI DOVE SONO. STAVO PER ENTRARE IN CASA PROTETTA, MA HO DOVUTO RINUNCIARE, TROPPE  SPESE. QUANDO NON AVRO PIù SOLDI MIEI, MI AIUTERà L UFFICIO COMPETENTE E A ME RIMARRA PER LE MIE SPESE LA GRANDE CIFRA DI EURO 1OO E ROTTI AL MESE. E LA SPESA INTERNET, RICARICA CELL, MEDICINE, PIZZA, POTOLOGO,TAGLIO CAPELLI CHI LI PAGHERà?

IO NON CHIEDO AIUTO FINANZIARIO MA UNA RIFORMA DI QUESTA LEGGE. OGGI CAPITA A ME, MA DOMANI? CHIEDO ANCHE AGLI UFFICI COMPETENTI PERCHE MI AIUTINO A FAR CAPIRE QUESTE COSE .ORA LA BADANTE REGOLARIZZATA COSTa più della MIA pensione. POI IL COMUNE SI RENDA CONTO CHE NN SIAMO PIù NELL'ERA IN CUI L'ANZIANO STAVA SULLA SEDIA A DONDOLO COL GATTO IN BRACCIO. ORA L'ANZIANO USA IL COMPUTER E IL CELLULARE, ESCE CON GLI AMICI E SE PUò VA IN VACANZA. FINCHE' HO VOCE URLERò CIò AL MONDO E SPERO ANCHE IE TROVARE. LA STRADA GIUSTA?

LA PREGO SE VUOLE ALTRE INFORMAZIONI MI CONTATTI VIA EMAIL

RESTO IN ATTESA E SALUTO


La risposta di mamma Marina

Gentile R
Se ho ben capito lei lamenta il fatto che nel conteggiare il reddito per essere accolta in una residenza protetta tengono conto anche del denaro che lei ha depositato sul conto corrente e di conseguenza le chiedono una partecipazione importante per il pagamento della retta.

C’è da tenere conto come cittadini che le esigenze assistenziali da parte delle persone anziane o disabili sono aumentate così come il numero delle persone che inoltrano richieste di sostegno economico e gli Enti pubblici non sono più in grado di offrire il tutto gratuito a tutti. Hanno quindi cercato di trovare soluzioni che permettessero  alle persone di essere sostenute se non hanno risorse economiche, chiedendo una partecipazione a chi invece le risorse le ha, credo che sia un’equa distinzione per permettere a tutti di poter avere almeno il necessario.

Certo lei ha ragione, oggi per fortuna anche le persone non più giovanissime usano il pc, parlano al cellulare, vanno in  vacanza, escono a mangiare la pizza con gli amici, ma  tutte queste cose  apprezzabilissime e piacevoli non sono strettamente necessarie e credo che il servizio pubblico debba in primis garantire l’indispensabile e non il superfluo.

Cordialmente,
Marina


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