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TRASPORTO SCOLASTICO

 
 

Cara Marina,
ti scrivo da Roma e sono la mamma di Stefano un ragazzo che nel 2003 mentre ero in Inghilterra per lavoro è stato operato per la rimozione di un tumore al cervelletto e a causa di complicazioni del post-operazione è rimasto disabile. E' sulla sedia a rotelle ed ha problemi di tipo neuromotori.

Siamo rientrati a Roma poco più di due anni fa (anche se già da un anno e mezzo facevamo la spola con Venezia dove ha fatto un ottimo lavoro di riabilitazione e Bologna dove ha avuto un secondo intervento).

Il servizio di trasporto scolastico dei disabili qui è affidato alla Trambus (che ha incorporato l'ATAC - azienda trasporto urbano di Roma) però è molto rigido e inaffidabile.

Per due anni, quindi, avendo chiesto di lavorare part-time (proprio per aiutare Stefano nella fase del reinserimento scolastico e sociale), ho provveduto io ad accompagnarlo/riprenderlo quando non potevamo utilizzare il servizio per la loro mancanza di flessibilità.

Quest'anno però, che ho chiesto di tornare al tempo pieno e quindi 'dipendo' dal servizio di trasporto a scuola (per assicurare anche io una presenza adeguata e coerente in ufficio), ho dovuto constatare che il servizio è peggiorato e oltre a non essere flessibile e a costringere i ragazzi ad alzatacce assurde per usufruirne, si è rivelato ancora più inaffidabile.

Mi rendo conto che la realtà al Nord d'Italia è completamente diversa da quella del Centro-Sud (come ho potuto constatare di persona dopo mesi passati al Nord con mio figlio per le cure) e che si avvicina di più al senso civico, al senso del servizio alla Comunità, oltre che ad una maggiore etica e praticità che si trovano nel resto di buona parte dell'Europa
(superiore senza dubbio a quello della Gran Bretagna...).

Ti allego comunque copia di due fax inviati all'Ufficio del mio Municipio (responsabile del servisio trasporti scolastici) per avere un'idea migliore.
Al telefono mi hanno spiegato che a giugno loro compilano un elenco delle richieste, poi però a settembre molti ragazzi disabili (a causa dei ritardi da parte delle scuole nel confermare la loro accettazione o meno) richiedono in ritardo il servizio e non ci sono pulmini sufficienti.

Parlando invece con gli operatori del Pulmino mi è stato detto che uno dei problemi è il fatto che la multiservizi che gestisce il trasporto, una volta ottenuto l'appalto, per rientrare nei costi stabiliti, deve riuscire a portare contemporaneamente a scuola da una parte all'altra del quartiere più bambini e utilizza un numero limitato di pulmini (presumo quindi per risparmiare sul personale).

Ti sarei grata se potessi intanto raccontarmi un pò qualcosa della vostra realtà (chi gestisce da voi il trasporto, come vengono risolti i vari problemi relativi ad esigenze diverse dei vari ragazzi disabili, ecc..)
Questo anche per poter inserire dei consigli pratici, (oltre alle lamentele), nella lettera che prepaperò per l'Assessorato per le politiche educative.

Inoltre, potresti farmi sapere cos'altro possiamo fare come genitori e a chi rivolgerci (oltre a scrivere all'assessorato politiche scolastiche, come suggerito dallo stesso Municipio) per sensibilizzare chi di dovere sul fatto che: il Servizio deve innanzitutto soddisfare le esigenze delle Famiglie e dei disabili per poter essere considerato un servizio UTILE e CONCRETO. Poi per motivi politici ed economici vengono il Comune (che deve 'liberarsi' del pensiero di dover gestire il servizio) e in ULTIMO chi prende l'appalto, per guadagnarci semplicemente sopra.

Grazie mille per il tuo aiuto e scusa lo sfogo
L.


La risposta di Mamma Marina

Carissima L.,
Non credere che qui al nord tutto sia migliore, non è così,anche a Torino vi sono molte cose che ostacolano la vita delle famiglie invece che migliorarla,la differenza la fanno le persone non la dislocazione geografica.
Da quello che scrivi sarebbero tante le domande che dovrei porti per avere una visione più completa della situazione, ma mi limito a dirti quello che a mio parere emerge dal tuo racconto e che conosco bene anche nella nostra realtà: appaltano i servizi e poi se ne disinteressano, sono le famiglie che denunciando le manchevolezze fanno emergere le situazioni critiche come in questo caso .
La legge 104/92 riconosce il diritto allo studio e il trasporto per le scuole è di competenza comunale per la scuola dell'infanzia, primaria e medie di primo grado, della Provincia invece per il trasporto degli studenti delle scuole superiori di secondo grado, il servizio deve essere utile e compatibile con le esigenze dello studente. per cui io contatterei fossi in te il Sindaco di Roma:
sindaco@comune.roma.it

E il difensore civico, se è stato rinominato difensorecivico@comune.roma.it spiegando cosa succede è chiedendo il loro interessamento.

Per la scuola Superiore il responsabile è la Provincia. Qui un link per l'assistenza all'autonomia: http://www.provincia.roma.it/sites/default/files/LineeGuida20092010.pdf

saluti,
Marina


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