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Salve,
mi chiamo L. e sono amico di un mio coetaneo Jonny (36 anni) che dall'età di 19 è disabile a seguito di un'incidente dove ha riportato la lesione celebrale dx con conseguenze di difficoltà mobilità motorie degli arti sx,ha avuto diversi interventi alla trachea che ad oggi sembrano risolti, usufruisce di una carrozzina eletrica ma usa anche il tripode.
Sua madre (il padre è deceduto pochi anni fa) è casalinga e percepisce l'invalidità del figlio.
Nel corso degli anni assieme ad un nostro amico abbiamo cercato di "spronare" Jonny, prima con uscite tra amici, cene e dopocene ma ci siamo resi conto che ha bisogno di altro e le letture, palestre, ecct non bastano ha bisogno di qualche organo competente che riesca a seguirlo nella vita quotidiana,questo purtroppo nella nostra zona non esiste o non siamo al corrente che ci sia(abitiamo in provincia di pisa vicino a pontedera).
Il mio aiuto che le chiedo è se attraverso organi competenti o associazioni possono questi aiutarlo a fare una vita sociale vera (palestra, anche lavori utili ecc).
Lei si domanda perchè a distanza di tanti anni ancora siamo al punto di partenza? Semplicemente perchè quando era in vita il padre lui stesso lo accompagnava in palestra, a fare esami, visite ecc, ora venendo a mancare il padre, la madre non ha patente hanno difficoltà a muoversi.
Usufruiscono della misericordia ma devono pagare una cifra forfettaria per gli spostamenti.
Domanda stupida ma esiste qualcosa o qualcuno che dia una mano nel curare la gestione a 360° della sua vita e non solo la sua ma anche di altri che avranno problemi come Jonny? Dall'assistenza domiciliare(un domani sua madre non ci sarà
più) alla cura della vita sociale?
Ringrazio cortesemente
L.


La risposta di MammaMarina

Caro L.
poni delle problematiche che sono comuni a molte persone che vivono la realtà della disabilità, purtroppo non c’è una risposta univoca, perché certo il diritto delle persone con disabilità a vivere una vita dignitosa e serena è riconosciuto sulla carta dalle varie normative nazionali, regionali e comunali, ma poi nella realtà le difficoltà a farle mettere in pratica sono molte.

La risposta alle tue domande può essere una sola non conoscendo io approfonditamente le norme della Regione Toscana, è necessario rivolgersi al Servizio Sociale competente di territorio, per sapere cosa è stato messo in essere per i progetti di vita indipendente in Toscana: legge 162/98, legge 328/2000 sui progetti personalizzati.

Ti suggerisco alcuni link della regione Toscana, consultali con attenzione, mi sembra che vi siano alcune possibilità  da prendere in considerazione e da sottoporre all’assistente sociale di riferimento che sarà assegnata. I redditi che devono essere presi in considerazione per un’eventuale compartecipazione  sono solamente quelli della persona con disabilità ai sensi della legge 328/2000 articolo 25.

http://www.informarecomunicando.it/
http://www.provincia.pisa.it/search.php
http://www.regione.toscana.it/sociale/giovani/index.html
http://www.avitoscana.org/?q=node/48

Sperando di essere stata utile saluto te, J e la madre, se hai bisogno di ulteriori chiarimenti scrivi ancora,
Marina


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