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LA DENUNCIA: “SEI DISABILE? MANGI TRA 7 GIORNI!”

 
 

 

 

spesa a domicilioSe la consegna è gratuita i clienti possono anche attendere

 

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Raffaella, che vuole denunciare una grave discriminazione nei confronti dei disabili clienti di una nota catena di supermercati.
Di seguito pubblichiamo la replica di Unicoop Tirreno alla nostra lettrice.

 

 

Gentile Redazione,

mi chiamo Raffaella Lombardo ed abito a Roma. Da più di dieci anni mi prendo cura di una famiglia di amici composta da una madre anziana e da tre figlie disabili mentali (due anche sorde).

Vista la nostra amicizia mi permetto di “badare” ad alcune delle loro faccende domestiche: accompagnarle alle visite mediche, aiutarle a pagare le bollette, etc.

 

Ho però sempre avuto un po' di difficoltà nel fare la spesa perché non trovavo il tempo necessario (anche io ho la mia famiglia e il mio lavoro quotidiano).

 

Quando ho scoperto la possibilità di fare la spesa on-line sul sito della COOP  ho creduto di avere finalmente risolto il problema!

Ho registrato la mia cara amica Anna ed ho iniziato a fare la spesa on-line.

 

Era molto comodo perché la spesa veniva consegnata nell’arco di due giorni …. finché … non ho inviato il certificato di invalidità di Anna per usufruire della possibilità di non pagare le spese di consegna: improvvisamente la consegna della spesa si dirada: 4/5 giorni minimo, spesso una settimana ed a volte mi sono trovata nell’impossibilità di inoltrare l’ordine perché tutte le fasce di consegna erano occupate.

All'inizio ho creduto che il servizio stava andando bene per la Coop tanto da non riuscire a consegnare con la stessa velocità di prima.

 

Continuo per diversi mesi ad utilizzare la Coop anche se non è sempre facile fare la spesa per la settimana successiva.

Finché un giorno non faccio una prova: registro la sorella gemella senza allegare l’invalidità. Miracolo! la consegna della spesa avviene di nuovo entro due giorni.

Ma allora?! Ingenuamente ho chiesto spiegazioni alla Coop ed un dirigente mi ha candidamente spiegato che le consegne degli invalidi – che non pagano le spese di consegna – seguono un percorso differenziato e non è possibile effettuarne più di un certo numero al giorno. Per questo le fasce di consegna si riempiono molto in fretta e bisogna attendere una settimana per ricevere gli ordini effettuati.

 

Credevo che i disabili potessero fare la spesa come i “normodotati”: mi serve una cosa, la ordino e mi arriva rispettando le precedenze.

Invece il dirigente e tutti gli operatori della Coop mi hanno spiegato che per i disabili non è così: possono aspettare una settimana se finisce il latte o il sugo, devono prevedere cosa mangiare prima e dosare gli alimenti e i detersivi per non rimanerne senza.

 

Mi hanno anche spiegato che questa non è discriminazione, come sostengo io, ma che, siccome i disabili non pagano la consegna, la Coop non ce la fa a sostenere la forte richiesta e “spalma” gli ordini dei poveri handicappati per venire incontro a chi invece la spesa la potrebbe fare anche con le sue gambe.

Scrivo handicappati perché in questo caso dalla disabilità si passa all'handicap. Secondo l'OMS, infatti, l'handicap è  la situazione oggettiva di difficoltà in cui viene a trovarsi il disabile nel processo di integrazione nella comunità.

Questo vuol dire che Anna è disabile, ma quando fa la spesa alla Coop diventa handicappata.

 

Ma allora non vogliamo essere agevolati!!

I disabili non hanno bisogno della carità delle spese di spedizione per poi passare alla categoria B, C o non so …

 

Voglio ringraziare la Coop perché dopo tante parole e battaglie sui diritti dei disabili  ci ricorda che non siamo tutti uguali: se sei così fortunato da non dover pagare le spese di consegna, devi fare andare avanti chi sfortunatamente è normodotato.

Se non credete … provate!

Cordiali saluti

 

Raffaella Lombardo



LA REPLICA di UNICOOP TIRRENO

unicooptirrenoGentile Signora,
la ringraziamo per la segnalazione che ci ha rivolto perché ci offre la possibilità di chiarire le dinamiche del servizio di e-commerce, cercando così di dare anche una risposta alle difficoltà che ha incontrato nel fare la spesa.

Ad ottobre 2009 è stata realizzata la nuova versione del sito de “La spesa che non pesa.it”.
Il portale si è rinnovato nella veste grafica e nei contenuti. Tutti i suggerimenti che nel corso di molti anni di attività ci sono arrivati da parte di soci e consumatori sono state raccolte ed utilizzate per offrire un servizio ancora più efficiente. Con l’obiettivo di offrire la possibilità di una spesa completa abbiamo aggiornato anche il nostro assortimento aprendolo, ad esempio, ai prodotti non alimentari. Migliorare l’attività ha significato inoltre rendere più efficiente il servizio di preparazione delle spese, investendo anche in attività di formazione del nostro personale.
In seguito ai buoni risultati ottenuti nei mesi successivi al lancio ed al riscontro positivo degli utilizzatori, abbiamo preso la decisione di aumentare il quantitativo di ordini giornaliero per far fronte alle esigenze di un numero sempre maggiore di clienti.


Non diciamo questo perché pensiamo che possa essere la risposta alla sua lettera, ma per provare a raccontarle l’impegno che mettiamo in questa attività nella quale crediamo perché pensiamo rappresenti prima di tutto un servizio da offrire ai nostri clienti.

Ci rendiamo conto che esiste un problema d’indisponibilità delle fasce di consegna per gli utenti disabili, generato dall’esiguo numero di posti assegnati alla convenzione, in relazione all’elevato numero di utenti che ne beneficiano. Si è posta pertanto la necessità di definire e formalizzare i criteri di accesso alla convenzione, al fine di aggiornare il numero degli iscritti e riservare il privilegio agli utenti che ne abbiano realmente i requisiti.

Sappiamo che questo intervento, che consideriamo ineludibile, non può rappresentare la sola soluzione del problema, ma crediamo che possa, almeno in questa prima fase, rendere il servizio più rapido ed efficiente. La consegna gratuita che la Cooperativa riconosce ai disabili, che ad oggi rappresenta oltre il 10% delle consegne quotidiane, è infatti un costo che inevitabilmente deve essere sostenuto e possiamo riuscire a farlo solo garantendo un numero definito di consegne quotidiane. Certo non facciamo questo per assicurare il servizio a tutti gli altri, ma per poterci permettere di mantenere almeno una consegna settimanale gratuita ai nostri utenti disabili.
 
Comprendiamo che parlare di sostenibilità dei costi rispetto ad un tema così delicato possa risultare inopportuno, ma confrontarsi con questa realtà è per noi l’unico modo di mantenere in vita un servizio che ha rappresentato e continua a rappresentare un’agevolazione importante per molte persone che vivono nella città di Roma.

Naturalmente la situazione attuale non rappresenta per la Cooperativa il punto di arrivo, quello che ci auguriamo, e quello per cui stiamo lavorando, grazie anche ai suggerimenti di chi come lei utilizza il nostro portale, è lo sviluppo del servizio e con lui l’incremento delle fasce riservate ai disabili.

 


Il servizio E-Commerce Unicoop Tirreno
Numero Verde 800- 038128 
e-mail:  e-coop99@unicooptirreno.coop.it

 

 

 

In Disabili.com:

COME POSSONO ESSERE UNA VERGOGNA I FIGLI DOWN?

 

 

[Redazione]

 

 

Commenti (3)
senza parole3
3 Giovedì 15 Aprile 2010 20:03
l'indignato
Calcoli alla mano, se la unicoop effettuasse quindi 10 consegne a pagamento avrebbe abbastanza margine di soldi e tempo per le consegne gratuite ai disabili. (peccato che si cerchi la speculazione anche e soprattutto su di loro)

COME POSSONO FARCI CREDERE DI NON RIUSCIRE AD OFFRIRE AD UN DISABILE PIU' DI UNA CONSEGNA AL GIORNO???

è evidente che il sociale in questo caso viene scavalcato dal denaro e che un cliente pagante è migliore di un cliente che ha bisogno....
senza parole2
2 Giovedì 15 Aprile 2010 20:02
l'indignato
In più, quando si parla finalmente di fare del bene a chi ne ha realmente bisogno, ci si va a nascondere dietro una banale scusa di necessità economiche... mmmh...

non sono qua per fare i conti in tasca a nessuno, ma ho preso a cuore la situazione e ho fatto due calcoli:

La spesa viene consegnata non oltre i 5 km da ogni punto vendita.
Presupponiamo che ogni punto vendita (7 quelli che partecipano) debba evadere circa 20 ordini quotidiani (non conosco le reali cifre).
una spesa minima andrà certamente dai 75 ai 100 euro...

ragionando in soldoni si parla di 10500 euro al giorno (tenendo conto 75€ di spesa) per tutta la zone del raccordo. la distanza massima da coprire tra una consegna e l'alra non è certamente superiore ai 10 km ed un dipendente che effettua le consegne non ha il costo di un corriere. Il costo VIVO di ogni consegna non supera le 3/4 euro (a fronte di un guadagno sulla spesa di decine di euro).
senza parole1
1 Giovedì 15 Aprile 2010 20:00
l'indignato
Buonasera a tutti... Scrivo spinto dal disgusto che ho provato leggendo la risposta molto autocelebrativa e molto poco esaustiva della cooperativa "sociale" unicoop. Non voglio entrare nei meriti e nei demeriti dell'iniziativa che sulla carta sarebbe una cosa giusta ed encomiabile, ma il modo in cui viene spiegato che una giornata di consegne a pagamento riesca a coprire a malapena una consegna gratuita ad un diversamente abile mi lacscia perplesso.
A prescindere dal fatto che la coop è nata come cooperativa, come tale dovrebbe riservare ai soci tariffe di almeno il 20% più basse rispetto agli altri ipermercati "privati" e come si può notare dagli scaffali non è così.


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